Tunnel del Brennero, si punta al 2032: «Per Verona un futuro brillante»

Un’infrastruttura che cambierà il traffico su ferro sull’asse nord-sud, con grandi ricadute anche su Verona. L’intervista a Martin Ausserdorfer, direttore dell’Osservatorio Galleria di Base del Brennero di BBT SE.

Galleria di base del Brennero - Portale sud a Fortezza prima dell'abbattimento del diaframma
Galleria di base del Brennero - Portale sud a Fortezza prima dell'abbattimento del diaframma
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Si è parlato anche del tunnel del Brennero, dell’avanzamento dei lavori e delle sue ricadute su Verona, mercoledì nella sede dell’Ordine degli Ingegneri scaligeri, per il terzo convegno della Rassegna Open 100.

Ai nostri microfoni Martin Ausserdorfer, direttore Osservatorio Galleria di Base del Brennero di BBT SE, società per azioni europea finalizzata alla realizzazione della galleria ferroviaria tra Italia e Austria, ha fatto il punto sull’iter dell’opera, progettata e realizzata su incarico delle Repubbliche italiana e austriaca oltre che dell’Unione Europea.

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Guarda l’intervista

Nel suo intervento “Al centro degli scambi: il ruolo logistico di Verona tra attualità e futuro”, Ausserdorfer evidenzia: «Con l’apertura del traforo del Brennero, Verona deve prepararsi a un futuro brillante. Ci sono forti investimenti di Rete Ferroviaria Italiana sulle tratte d’accesso, quindi, sul quadruplicamento della linea tra Fortezza in direzione Verona. Ciò significa che dal 2032 da Verona transiteranno molti più treni che saranno lunghi e pesanti. Ecco che la città deve essere pronta per gestire questo flusso in modo integrato e allineata alle strategie comuni. Verona ha una posizione strategica e, dopo le Alpi, rappresenta per import ed export una porta verso il Nord e il Sud. Ma di fronte a questa opportunità, la città deve essere in grado di gestire il cambiamento». 

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