Trump invade il Venezuela e fa arrestare Maduro: tensione in America Latina

di Matteo Scolari

| 04/01/2026
Blitz militare su larga scala nelle ore notturne: il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie catturati e trasferiti negli Stati Uniti. Washington annuncia la gestione temporanea del Paese e l’ingresso delle compagnie petrolifere Usa. Onu e comunità internazionale condannano l’operazione.

Donald Trump rompe ogni argine e suggella mesi di minacce, sanzioni e pressioni militari con un intervento armato diretto in Venezuela, culminato nella cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, accusati dagli Stati Uniti di cospirazione per narcotraffico e terrorismo contro Washington. Un’azione che non ha precedenti recenti: l’ultimo intervento militare diretto Usa in America Latina risaliva al 1989, con l’invasione di Panama per deporre Manuel Noriega.

L’operazione “Absolute Resolve”

L’operazione, battezzata “Absolute Resolve”, è stata confermata dallo stesso Trump su Truth alle 4.22 della notte americana. Autorizzata alle 22.46 di venerdì, è durata circa due ore e venti minuti e ha coinvolto oltre 150 velivoli, tra cui caccia Stealth ed elicotteri Chinook, come riferito dal capo di Stato maggiore congiunto Dan Caine.

Dopo un blackout su Caracas, gli aerei statunitensi hanno neutralizzato le difese aeree venezuelane, permettendo l’ingresso delle forze speciali della Delta Force e dei Night Stalkers, già impiegati nell’operazione contro Bin Laden. Nel mirino basi militari e il Parlamento, mentre attacchi simultanei colpivano anche gli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Un elicottero è stato colpito ma è riuscito a rientrare.

Maduro arrestato e trasferito a New York

Maduro e la moglie sarebbero stati sorpresi nel sonno, in una residenza-fortezza, senza opporre resistenza. Dopo un primo trasferimento sulla nave Iwo Jima, sono stati portati in aereo a New York e rinchiusi nel Metropolitan Detention Center, struttura federale di Brooklyn nota per aver ospitato detenuti di altissimo profilo come Joaquín “El Chapo” Guzmán, Ghislaine Maxwell e Sam Bankman-Fried. Già lunedì dovrebbero comparire in tribunale.

Il presidente Maduro.

Usa pronti a “gestire” il Paese

In una lunga conferenza stampa con il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e Caine, Trump ha parlato di un “assalto spettacolare senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale”.
Il presidente ha annunciato che gli Stati Uniti gestiranno temporaneamente il Venezuela fino a una “transizione sicura”, aprendo alla collaborazione con la vicepresidente Delcy Rodríguez, mentre ha escluso a sorpresa la leader dell’opposizione María Corina Machado come possibile guida ad interim.

Trump ha inoltre confermato che le major petrolifere americane entreranno nel Paese, alimentando il sospetto che il controllo delle immense risorse energetiche venezuelane sia uno degli obiettivi centrali dell’operazione.

Reazioni e tensioni globali

L’intervento ha scatenato dure critiche dell’Onu e di gran parte della comunità internazionale. Russia, Cina, Iran e Cuba hanno condannato l’azione. Sul fronte interno americano, i democratici parlano di blitz illegale, il Congresso protesta per essere stato bypassato, mentre parte della base Maga accusa Trump di aver tradito l’isolazionismo dell’“America First”.

Trump rivendica la legittimità dell’operazione appellandosi all’Articolo 2 della Costituzione sui poteri del presidente, ma la base giuridica resta fortemente controversa.

Uno scenario senza precedenti

Con questo intervento – dopo quello in Iran – Trump mette in discussione la promessa di essere un “presidente di pace”, compromette le ambizioni di Nobel e inaugura una fase di avventurismo militare che, secondo molti osservatori, rischia di legittimare anche altre potenze autoritarie a intervenire contro i propri vicini.

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