Truffe agli anziani a Verona, arrestati un 20enne e due donne

Il 20enne è accusato di sei truffe fra Verona e Firenze: era già in carcere per un fatto simile. Le due donne avevano raggirato un 99enne veronese, rubandogli denaro e carte.

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Mercoledì 17 aprile, i Carabinieri di Verona del Norm (Nucleo operativo radiomobile) hanno notificato a un 20enne, già noto alle forze dell’ordine, una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Verona, su richiesta della Procura della Repubblica di Verona, poiché gravemente indiziato di sei episodi di truffe, rapine e sequestro di persona.

Sempre la scorsa settimana, sono state eseguite inoltre, le ordinanze di misura cautelare per due donne trevigiane, una 44enne e una 59enne, indagate per truffa aggravata ai danni di un 99enne veronese.

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Le truffe del 20enne

Tre episodi sono stati a Verona il 29 novembre 2023, due a Firenze il 5 gennaio 2024 ed uno a Fiesole (FI) il 17 gennaio 2024. Al giovane il provvedimento cautelare è stato notificato nel carcere di Verona Montorio dove si trova detenuto per fatti analoghi.

Il 20enne, di origini campane, già il 25 gennaio 2024 era stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa per rapina nei confronti di anziana 95enne alla quale, con la cosiddetta truffa dell’incidente – dopo averla chiamata fingendosi un Carabiniere – le diceva che sua figlia si era resa responsabile di un sinistro stradale, con conseguente decesso di una persona. Successivamente, con l’inganno, entrò nell’abitazione della donna impossessandosi dapprima di due orologi in oro e due anelli sempre in oro e, infine, le strappò con forza gli anelli dalle dita, così provocando alla donna un forte stress da paura, per poi guadagnare la fuga, anche strattonando un’altra signora che nel frattempo si era recata a far visita dall’anziana donna.

In questa circostanza i Carabinieri intervenuti, una volta arrestato l’uomo, riuscirono a tranquillizzare l’anziana donna restituendole i valori che le erano stati sottratti.

Le investigazioni, avviate sin dal novembre 2023 sotto le direttive della Procura della Repubblica di Verona, hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza sul conto del 20enne per 6 truffe, rapina e un sequestro di persona, consumati con le medesime modalità, sempre in danno di signore anziane. Nella rapina consumata a Verona il a novembre 2023, allo stesso è stato contestato anche il sequestro di persona oltre la rapina in quanto, avuto accesso all’abitazione della vittima, ha dapprima chiuso a chiave la porta d’ingresso, così impedendole di uscire e chiedere aiuto, poi gli ha preso i gioielli e, infine, per garantirsi la fuga, ha strattonato l’anziana donna che tentava di fermarlo.

In genere l’azione criminale è attuata da almeno due persone, una delle quali individua le vittime telefonicamente, sia per carpire tutte le informazioni necessarie per compiere il delitto sia per impedire alla vittima ogni possibile via di comunicazione con parenti o Forze dell’Ordine.

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Le truffe delle due donne

I Carabinieri della Stazione di Parona Valpolicella, la scorsa settimana, a conclusione delle indagini, hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare personale a due donne trevigiane, rispettivamente di 44 e 59 anni, sul conto delle quali sono stati acquisti gravi indizi di colpevolezza per una truffa e conseguente indebito utilizzo di carte di pagamento, commessi nell’agosto 2023, ai danni di un anziano veronese che di recente ha compiuto 100 anni.

L’attività di indagine è stata avviata dai Carabinieri a seguito della denuncia presentata dalla vittima, la quale ha riferito che con l’inganno una donna sconosciuta era riuscita ad entrare nella sua abitazione e che, successivamente, i suoi congiunti si sono resi conto che all’anziano erano state rubate somme di denaro e carte di pagamento.

Le complesse investigazioni compiute dai Carabinieri di Parona Valpolicella, svolte sia attraverso la visione dei sistemi di videosorveglianza sia per mezzo della rilevazione dei movimenti bancari eseguiti con le carte di debito rubate, hanno permesso di individuare le due donne e ricostruire a loro carico un importante quadro indiziario che, sottoposto al vaglio della Procura della Repubblica di Verona, che ha diretto le indagini, ha portato alla emissione del provvedimento cautelare personale degli arresti domiciliari da parte del Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale scaligero. Provvedimento cautelare che è stato notificato alle due donne nelle loro dimore dove già si trovavano sottoposte alla medesima misura restrittiva per altra causa.

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