Trovato morto a San Tomaso, il Comune di Verona: «Era seguito dai servizi sociali»

La Ronda della Carità: «Era un amico fragile, un essere umano con una storia, con gioie e dolori che forse non abbiamo mai compreso appieno».

San Tomaso - morto Ronda
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La terribile notizia è stata diffusa dalla Ronda della Carità via social: «Questa mattina, gli operatori dell’Amia hanno trovato il corpo di Cecil, un amico di strada, caduto a terra sotto alla sua panchina. Il suo volto era segnato da tumefazioni, un’impronta dolorosa delle sue ultime ore. Cecil, un uomo senza dimora rumeno che ha trascorso molti anni cercando rifugio tra le strade della nostra città».

Il triste ritrovamento è avvenuto nei pressi della chiesa di San Tomaso. «Fino a dicembre, Cecil aveva trovato un luogo sicuro presso il dormitorio locale, ma poi ha scelto di andarsene. Era un volto familiare nei giardini della Giarina, dove spesso trascorreva le sue giornate. Negli ultimi tempi, Cecil ha scelto di dormire davanti alla chiesa di San Tomaso, dove si sentiva a casa sulla sua panchina» ricostruisce l’associazione Ronda della Carità, che si occupa di fornire pasti e assistenza alle persone che vivono per strada.

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L’assessora di Verona alle Politiche sociali Luisa Ceni ha spiegato che l’uomo «viveva per scelta in strada dal 2018, senza voler ricorrere ai dormitori messi a disposizione. Nonostante questo è sempre stato seguito dai Servizi sociali e da alcune associazioni del territorio che, anche nell’inverno appena concluso, hanno ripetutamente tentato di dare assistenza, offrendogli la possibilità di un letto dove ripararsi durante la notte. Proposta che è sempre stata rifiutata. Non possiamo obbligare nessuno, l’assistenza però c’è ed è sempre stata attiva nei suoi confronti, non solo da parte del Comune, ma da diverse associazioni cittadine del Terzo settore che ringraziamo per il loro costante impegno».

Dicono dalla Ronda della Carità: «La nostra società, nel suo fallimento, avrebbe potuto vedere in Cecil solo un ubriacone, una statistica di un sistema che spesso ignora coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità. Ma per noi Cecil non era solo questo. Era un amico fragile, un essere umano con una storia, con gioie e dolori che forse non abbiamo mai compreso appieno».

«La morte solitaria di Cecil ci richiama a interrogarci su quanto ancora dobbiamo fare come società per garantire che nessuno venga lasciato indietro. La sua storia è una testimonianza della nostra mancanza di empatia e solidarietà, e ci spinge a rafforzare i nostri sforzi per offrire sostegno e assistenza a coloro che ne hanno bisogno. Cecil non era solo un ubriacone, era un essere umano, un amico, e anche per lui continuiamo il nostro impegno a servire coloro che sono dimenticati dalla società. Ora puoi riposare in pace» conclude il messaggio della Ronda.

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Continua l’assessora Ceni: «Ad oggi sono complessivamente 287 i posti letto messi a disposizione sul territorio cittadino, grazie ad un lavoro importante portato avanti nel corso dell’inverno 2023/2024. Inoltre, mentre in altre città questa attività è già stata chiusa da diverse settimane, a Verona abbiamo accolto la richiesta di un prolungamento del servizio di accoglienza dei dormitori».

«Stiamo cercando di reperire nuovi fondi per ampliare l’accoglienza richiesta in occasione dell’ultimo tavolo di confronto realizzato con le associazioni e i gruppi che seguono le gravi marginalità – spiega l’assessore al Bilancio Michele Bertucco –. Per farlo abbiamo individuato nell’ambito del bilancio risorse per consentire l’apertura dei dormitori fino alla fine di aprile. La volontà dell’Amministrazione è di confrontarsi nuovamente, per affrontare anche situazioni di gravi marginalità che sono note e sulle quali intendiamo operare, anche in accordo con le associazioni».

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