Troppi giri al supermercato, anche le cassiere lo segnalano

Troppe persone che, ancora oggi, escono ripetutamente da casa, fa notare il sindaco di Verona Federico Sboarina.

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Troppe persone che, ancora oggi, escono ripetutamente da casa. Soprattutto per fare la spesa più volte al giorno, mettendo a rischio se stessi, i propri cari e i lavoratori dei supermercati. Adesso sono persino le cassiere e gli operatori dei market che, impegnati a garantire un servizio fondamentale, segnalano i tanti cittadini che tornano più volte al giorno nei negozi, utilizzando la spesa come scusa per uscire.

Ecco perché questa mattina il sindaco Federico Sboarina, durante la consueta diretta streaming, ha rinnovato una serie di appelli. Al buon senso, all’essere comunità, al non vanificare i sacrifici fatti fino ad oggi da molti veronesi che, scrupolosamente, si attengono alle limitazioni e ai consigli.

«Sono comportamenti non sanzionabili dalle normative in vigore – ha spiegato Sboarina -, ma dobbiamo tutti usare il buon senso e non sfruttare le pieghe dei provvedimenti per fare quello che vogliamo. O capiamo che la situazione è drammatica e seguiamo le indicazioni date, restando a casa il più possibile, o saremo costretti a rendere ancor più restrittive le misure adottate fino ad ora. Non vorremmo arrivare a ulteriori provvedimenti. L’obiettivo è far sì che l’emergenza sanitaria termini al più presto, ma perché accada dobbiamo impegnarci tutti».

Spesa uno per famiglia, una volta alla settimana

I decreti ministeriali, le ordinanze regionali e comunali in vigore consentono di raggiungere il market più vicino a casa per fare la spesa, essenziale al sostentamento personale e a quello di chi vive nella stessa abitazione o dei familiari anziani non autosufficienti. Purtroppo però c’è ancora chi utilizza questa necessità, come scusa per uscire più volte al giorno. Una condotta che non viola alcuna norma ma che non risponde al buon senso, perché rischia di compromettere il lavoro fatto fino ad ora per contenere l’epidemia e i contagi da Covid-19. L’invito è quello di recarsi al supermercato uno per famiglia, una volta alla settimana e comunque lo stretto indispensabile.

Cani, resta invariato l’obbligo di pulire le deieizioni

Analogo appello al rispetto delle norme di convivenza civile anche per i proprietari di cani. Secondo la normativa vigente, possono uscire nel raggio di 200 metri dalla propria abitazione, ma solo per le esigenze dell’animale domestico, non per fare passeggiate in continuazione durante la giornata. Gli animali non sono il lasciapassare per star fuori tutto il giorno o per incontrare qualcun altro e fermarsi a parlare. C’è chi, inoltre, approfitta del fatto che per strada ci sono meno persone, per lasciare a terra la deiezioni dei cani. Un comportamento che, come sempre, è sanzionabile. Ecco perché le pattuglie, che continuamente girano per la città, controlleranno anche che i proprietari rispettino le regole.

Mascherine, indossarle quando si esce

Fondamentale è utilizzare i dispositivi sanitari o le barriere protettive ogni volta che si esce da casa per necessità e quindi fare la spesa, andare in farmacia o in posta, recarsi al lavoro o ad una visita medica. Non è obbligatorio ma risponde al buon senso. Ognuno può usare le mascherine che ha in casa, da quelle chirurgiche a quelle inviate dalla Regione Veneto e messe nelle cassette della posta dalla Protezione civile. La distribuzione di queste ultime entro oggi dovrebbe terminare. Se qualcuno domani non avesse ancora ricevuto il proprio pacchetto, può contattare il numero 0458052113 o scrivere una mail a protezione.civile@comune.verona.it segnalando l’indirizzo di residenza. Un squadra dedicata provvederà a portarle dove non sono effettivamente arrivate.

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Vivai aperti, sfruttare consegna a domicilio

Secondo le ultime indicazioni del Governo, viene data la possibilità ai florovivaisti di tenere aperto, anche se l’acquisto di una pianta o di un fiore non rientra tra le urgenze e necessità che consentono ai cittadini di uscire e spostarsi. Per venire incontro alle esigenze dei vivai, che commercializzano un prodotto temporaneo che adesso avrebbe la sua maggiore forza di vendita, e per consentire alla filiera di produrre e andare avanti, l’invito per gli imprenditori è quello di organizzarsi con le consegne a domicilio e per i cittadini di sfruttare questa opportunità, in modo da non uscire di casa per un acquisto che non è indispensabile.

«Abbiamo cambiato i nostri comportamenti, adeguandoci al momento e alla sfida che siamo chiamati ad affrontare – ha spiegato Sboarina -. Stiamo dimostrando di essere capaci di usare schemi nuovi per continuare a produrre e commercializzare, per consentire alle nostre attività di non fermarsi ma soprattutto ai cittadini di restare in casa e non uscire se non per necessità. Abbiamo un nemico invisibile da combattere, ognuno deve fare la propria parte. Ecco perché sono inaccettabili le situazioni segnalate dai lavoratori dei supermercati, così come dai residenti».

«Prima fare la spesa o portare fuori il cane erano incombenze, quasi un peso, adesso c’è chi se ne approfitta, mettendo a rischio la salute degli altri. Mi sono arrivate foto di persone che escono con l’animale domestico per incontrare gente e fermarsi per strada. Questo è inammissibile, una mancanza di rispetto nei confronti di chi si sta sacrificando e chi è impegnato in prima linea ad affrontare questa grave emergenza. Noi facciamo tutto il possibile ma è necessario che le persone capiscano quanto ogni loro comportamento può influire. C’è una macchina organizzativa importante che funziona grazie anche al contributo di tutti gli assessori, che ringrazio perché, al di là delle loro specifiche deleghe, sono operativi su diversi fronti. Uno è sicuramente quello della distribuzione delle mascherine della Regione. Stiamo per finire le consegne, se qualche appartamento è stato saltato, segnalatelo e provvederemo a tornare. Ma nessuno se ne approfitti per farsi le scorte».

Contagi, diminuiscono i casi totali

Da oggi, il bollettino inviato dall’Azienda zero della Regione, segnala i casi registrati in uno specifico momento, tenendo conto anche dei dimessi e di chi ha superato la quarantena ed è guarito. Un numero quindi più realistico che fa tornare Verona a quota 1.936, nonostante, rispetto alle ore 17 di ieri, siano stati conteggiati 49 nuovi contagi. «Grazie a questa nuova metodologia avremo una percezione reale dell’epidemia – ha concluso il sindaco -. Purtroppo siamo la provincia con il maggior numero di decessi da inizio emergenza. Dal primo marzo ad oggi, quindi in un solo mese, contiamo 136 morti, che non sono un numero ma persone che non sono più con noi. Ecco perché il buon senso di tutti, la responsabilità nei confronti della comunità, è quanto mai fondamentale».