Trasporto scolastico, si teme il caos e il dibattito si accende
È aperto il dibattito sul trasporto scolastico. Il successo della ripartenza delle scuole, personale, distanziamenti e banchi a parte, passa dalla gestione dei trasporti.
Ottanta per cento di capienza è l’indicazione, ma già il vicesindaco di Verona Luca Zanotto nei giorni scorsi aveva sollevato perplessità sulla norma. Il dibattito politico è aperto.
Michele Bertucco (consigliere comunale Verona e Sinistra in Comune)

«Il trasporto pubblico locale è affidato al Comune; la ripartizione dei fondi è a cura della Regione; la programmazione di bacino avviene in ambito provinciale. Possiamo pure aggiungere che in questi mesi Atv ha incassato i contributi senza svolgere il servizio e fruendo a piene mani della cassa integrazione» dice il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco.
«Ci sono dunque tutte le premesse per rimediare ai limiti sulla capienza massima dei bus determinati non dal capriccio di qualcuno, ma da una pandemia mondiale che dopo la prima ondata di marzo-aprile si sta pericolosamente riaffacciando nuovamente anche nella nostra regione e nella nostra città. Basta andare a piangere da mamma Roma: Verona e il Veneto esercitino l’autonomia che rivendicano soltanto a parole».
Massimo Giorgetti (consigliere regionale Fratelli d’Italia)

«Il Comune di Verona precetta i “nonni vigile” per la sorveglianza fuori dalle scuole cittadine, perché non predispone un avviso anche per la ricerca di figure socialmente utili che collaborino a sorvegliare le fermate dell’autobus? O perché non si avvale dei percettori del reddito di cittadinanza?». Il suggerimento arriva da Massimo Giorgetti, di Fratelli d’Italia, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto.
«L’azienda dei trasporti ha già comunicato di non avere abbastanza operatori disponibili e anche impiegando gli agenti di Polizia locale, che però sono impegnati pure su altri fronti, è ovviamente impensabile vigilare su tutte le 1.200 stazioni di sosta del territorio urbano», commenta il consigliere veronese. «Invece si potrebbe tarare il servizio in base alle necessità, mappando le fermate per capire dove l’affluenza è maggiore».
«Le scuole stanno facendo i salti mortali per garantire la sicurezza degli studenti e del personale all’interno dei plessi», dice. «Questi sforzi non vanno vanificati applicando regole morbide sugli autobus solo perché nessuno è in grado di controllare l’affollamento e la durata del percorso di ogni passeggero. Per migliaia di famiglie con figli in età scolare non esistono alternative al trasporto pubblico. L’Amministrazione faccia la sua parte per attenuare le loro preoccupazioni e assicurare un servizio il più fluido possibile».
Orietta Salemi (consigliere regionale Italia Viva)

«Servirebbero – dice Orietta Salemi – un numero maggiore di corse o un aumento dei mezzi in dotazione. La Regione Veneto, a esclusione di quest’ultimo bilancio, non ha mai incrementato con fondi propri il fondo nazionale per il trasporto pubblico locale come avviene in tutte le altre regioni».
«Almeno per l’emergenza di quest’anno, la Regione deve prevedere un surplus di investimento così da garantire ai gestori del trasporto pubblico locale corse speciali aggiuntive. Un sistema flessibile del trasporto studenti eviterebbe anche affollamenti e doppi turni a scuola, così come un incremento esponenziale del traffico, causato dall’uso dell’auto privata».
Giandomenico Allegri (candidato elezioni regionali, Partito Democratico)

«È vero che la conferenza Stato-Regioni ha previsto una percentuale di riempimento dei mezzi dell’80 per cento, ma è anche vero che si può da subito aumentare il numero degli autobus tramite la concessione del servizio anche a terzi, vedi gli autobus non di linea utilizzati per le gite: quell’organizzazione, affinché l’inizio delle scuole non sia un salto nel buio, spetta alla Regione e al concessionario». Così Giandomenico Allegri, candidato consigliere Pd alle prossime elezioni regionali.
«Dal canto suo lo Stato ha già previsto risorse, dall’altro la Regione deve prevedere una pianificazione la cui strada non è certo ostacolata dalle burocrazie». Riassume, Allegri, un passaggio della Conferenza Stato-Regioni di due giorni fa in cui si spiega che «qualora si debba ricorrere a sub-affidamenti l’appaltatore/concessionario comunica all’amministrazione il nominativo del soggetto individuato e invia il contratto e le dichiarazioni rese da parte del soggetto subaffidatario. L’amministrazione, al fine di assicurare la tempestiva erogazione del servizio, autorizza il subaffidamento condizionando risolutivamente lo stesso all’esito dei controlli sulle dichiarazioni rese e prevedendo in caso di esito negativo la revoca dell’autorizzazione. Al fine di garantire procedure snelle si propone l’estensione delle procedure previste per le aggiudicazioni in “Urgenza”».
Morale, secondo Allegri, «la Regione e il concessionario possono già attrezzarsi da subito per rinforzare il parco dei mezzi in vista della riapertura delle scuole».
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