Trapianto senza trasfusioni, la medicina incontra la religione

Grazie all’utilizzo di tecniche alternative, i medici del Polo Chirurgico Confortini a dicembre erano riusciti ad effettuare un trapianto di fegato senza trasfusioni di sangue. La paziente infatti è una testimone di Geova e per religione non può ricevere trasfusioni. Il riepilogo della vicenda con il direttore del dipartimento chirurgico dell’Azienda Ospedaliera Umberto Tedeschi

I medici hanno atteso per mesi prima di dare la notizia, per essere certi che la paziente non avesse compicanze. Oggi, di quell’operazione avvenuta il 23 dicembre dello scorso anno,  possiamo dire che è andata a buon fine. Il caso, piuttosto anomalo, ha visto una donna, testimone di Geova essere costretta ad un trapianto di fegato. Per religione però, la donna non può ricevere trasfusioni di sangue. E da qui, la ricerca di un compromesso tra Azienda Ospedaliera e i vescovi dei testimoni di Geova.