Traguardi: «Verona diventi città rifugio per gli afghani in fuga»

Tommaso Ferrari, consigliere comunale, e Pietro Trincanato, presidente di Traguardi chiedono che il Comune di Verona sia in prima fila nell'offrire disponibilità per accogliere tutti i cittadini afgani in fuga dal loro Paese, nella speranza che l'Unione Europea attivi ben presto corridoi umanitari.

Pietro Trincanato e Tommaso Ferrari a Castelvecchio
Pietro Trincanato e Tommaso Ferrari a Castelvecchio

Le immagini forti, tragiche viste nelle ultime ore che provengono da Kabul hanno mosso la coscienza di molte persone. Molte le reazioni politiche a livello internazionale, con l’intervento in mondo visione del Presidente degli Stati Uniti d’America Biden che ha parlato di «sacrificio inutile e non più prorogabile per i militari americani», ma anche a livello nazionale con il nostro già ministro veronese leghista Lorenzo Fontana che ieri ha sottolineato un allarme sicurezza per i confini europei, lanciando anche un appello alla comunità internazionale a istituire una grande alleanza di paesi che agisca unita contro la radicalizzazione islamica e il terrorismo.

Oggi intervengono anche gli esponenti del movimento civico di Traguardi: «La tragedia dell’Afghanistan mette tutto il mondo occidentale, Italia compresa, di fronte allo specchio del proprio fallimento. Per discutere sugli errori di questi vent’anni ci sarà tempo. Ora, di fronte alle immagini e alle notizie che arrivano da Kabul e dalle altre città afgane, la nostra reazione dev’essere compatta e univoca: aiutare e accogliere il popolo afgano in ogni modo e con qualsiasi mezzo, per non abbandonare migliaia di persone – soprattutto donne – a un destino di soprusi e terrore dopo averne nutrito le speranze a costo di enormi sacrifici» spiegano il presidente Pietro Trincanato e il consigliere comunale Tommaso Ferrari.

Per questo Traguardi chiede che il Comune di Verona sia in prima fila nell’offrire disponibilità per accogliere tutti i cittadini afgani in fuga dal loro Paese, nella speranza che l’Unione Europea attivi ben presto corridoi umanitari e imponga una linea sui rimpatri nettamente opposta rispetto a quella proposta di recente da alcuni paesi, fra i quali per fortuna non figura l’Italia.

«Verona vanta una ultrasecolare tradizione di apertura e accoglienza, celebrata ancor più quest’anno nel corso dell’anniversario dantesco. Ebbene, è tempo che la nostra città diventi “il primo refugio” per tutti coloro che fuggono da un Paese caduto vittima della barbarie oscurantista dopo aver sperimentato, seppur in maniera parziale, vent’anni della libertà su cui ci orgogliosamente ci fregiamo di fondare la nostra cultura.
Lo scorso dicembre Traguardi aveva già presentato una mozione per far entrare Verona nella rete delle città rifugio per i difensori dei diritti umani nel mondo. Ora è il momento di fare un passo in più!»

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