Traforo sì, no, boh? L’amministrazione Tommasi non lo esclude del tutto

Dopo la decisione di spostare il finanziamento dell’A4 dal traforo delle Torricelle alla Strada di Gronda, l’amministrazione Tommasi torna sul tema e precisa: «Nessuno ha mai detto che il traforo non si farà o che non lo vogliamo fare».

Tommaso Ferrari e Barbara Bissoli
L'assessore Tommaso Ferrari e la vicesindaca Barbara Bissoli
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Traforo a nord di Verona? Non è detta l’ultima parola

La decisione di investire i 53 milioni dell’A4 per la strada di grondainvece che per il traforonon esclude del tutto la possibilità di costruire un traforo delle Torricelle. Lo dice l’amministrazione comunale di Verona, con le parole dell’assessore a Mobilità e Traffico Tommaso Ferrari: «Un’opera non esclude in alcun modo l’altra. Semplicemente è stata data priorità a un’infrastruttura, la strada di gronda, che è nel Pums recentemente approvato, e che è da decenni ritenuta fondamentale per risolvere e mitigare il problema del traffico nella parte sud della città, ma che è totalmente finanziata dai 53 milioni di euro che da vent’anni sono a disposizione per il progetto Traforo ma che finora nessuno ha mai usato».

A poche ore dall’annuncio dell’accordo tra Comune, Società Autostrada A4 e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la realizzazione della Strada di Gronda, l’Amministrazione cerca di fare chiarezza in merito al progetto relativo al traforo delle Torricelle.

Interpellato sul tema a fine settembre, prima che fosse resa nota la scelta di spostare i 53 milioni di finanziamento, ma dopo averlo già chiesto alla società e aver informato il Ministero (la lettera risale al 14 agosto), l’assessore Ferrari ai microfoni di Radio Adige Tv aveva risposto così: «Che fine ha fatto il traforo delle Torricelle? La mia risposta potrebbe essere: se ne parla da quando io sono nato e nessuno l’ha mai visto, quindi il “che fine ha fatto?” andrebbe forse chiesto ai precedenti. Ma soprattutto, bisogna parlare di infrastrutture che siano bancabili, finanziabili e che abbiano numeri anche in termini di flussi veicolari, che stiano in piedi» dice Ferrari.

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«Sulle infrastrutture nessuno può avere un atteggiamento ideologico, perché l’infrastruttura se serve si fa, se non serve non si fa. Ne parlo da ingegnere. Per cui il nostro atteggiamento è essenzialmente laico sulle infrastrutture, perché essere contro o a favore di un’infrastruttura è un atteggiamento che ha poco senso. Ha molto senso vedere i numeri, capire se si hanno i soldi per farlo, capire le priorità e la più efficiente» aveva spiegato Ferrari.

Lo stesso Ferrari, oggi conferma la scelta: «Una strada oggi costa il 40% in più di 20 anni fa, questo ci da l’idea di come tenere fermi i finanziamenti significhi perdere investimenti. Per finanziare oggi il traforo previsto dal primo progetto a due canne servirebbero più di 450 milioni di euro, nell’ipotesi di una canna sola la stima è di 120-150 milioni di euro. Inoltre per quest’ultimo progetto è disponibile solo una fattibilità preliminare e nello studio i progettisti indicano come siano necessarie ulteriori analisi da un punto di vista trasportistico e urbanistico».

Ma, ribadisce Ferrari «ciò non significa accantonare la questione, anzi, risolvere definitivamente il problema traffico tra Veronetta , il Teatro Romano, San Giorgio e via Mameli è una delle principali priorità dell’Amministrazione, e proprio per questo va affrontato in modo serio e pragmatico. Ovvero con un progetto che, sull’analisi dei dati del traffico di quella zona, dia risposte efficaci e migliorative, e che sia sostenibile dal punto di vista economico».

«Nessuno ha mai detto che il traforo non si farà o che non lo vogliamo fare, lo dimostra il fatto che nel processo di revisione del Piano di Assetto del Territorio ci sarà un focus specifico per trovare la proposta progettuale migliore. Quanto alla Strada di Gronda – conclude Ferrari –, è un’opera che lo stesso rapporto di Unioncamere Veneto dell’anno scorso ha individuato come “Collegamento tra l’area del casello di Verona Nord con il Quadrante Europa e, quindi, con la tangenziale sud, per sgravare il centro città dal traffico di camion” definendola come prioritaria per il sistema economico Veneto e che, collegata poi alla variante alla Statale 12, creerà una sorta di bypass che andrà ad ulteriormente alleggerire il transito nei quartieri a sud della città evitando i nodi ormai sotto gli occhi di tutti. Un’opera a beneficio della vocazione produttiva e logistica di tutta quell’area, in cui sono inserite il Quadrante Europa e la Marangona. Verona è riuscita a far partire un’opera primaria per il suo sviluppo urbano, per la viabilità della zona sud e a vantaggio delle categorie economiche, è una vittoria della città ma ciò non significa bloccare altre infrastrutture».

«La decisone è stata quella di allocare le risorse disponibili su una delle arterie ritenute strategiche per la città di Verona nei diversi strumenti urbanistici a cominciare dal PAT adottato nel 2004 – ha aggiunto la vicesindaca Barbara Bissoli –. Nessuno di noi oggi può decidere di non realizzare il traforo nonostante non sia finanziato, in quanto è previsto dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale: il Comune non può prendere autonomamente decisioni a riguardo. Tuttavia, abbiamo ritenuto di utilizzare le risorse disponibili da oltre vent’anni per ciò che è finanziabile con quella somma. Come ho detto in altre occasioni, nel gruppo di progettazione che si occuperà della revisione del PAT c’è anche uno studio di trasportisti e sottoporremo a questo studio l’esigenza parimenti primaria di trovare una soluzione viabilistica che tenti di risolvere o, comunque, limiti in modo significativo la situazione oggi in essere nell’asse Veronetta-via Mameli, che ci sta particolarmente a cuore. È tutto in pista, ma le risorse già disponibili vanno utilizzate in modo proficuo per la realizzazione dell’opera viaria che possa essere finanziata dall’ammontare delle risorse stesse».

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Il dibattito politico

«Il traforo è un’opera necessaria per lo snellimento della viabilità della città» dichiara Paolo Rossi, consigliere comunale di Verona Domani. «La sua realizzazione permetterebbe a chi deve attraversare la città di risparmiare tempo e superare notevoli disagi, oltre che diminuire l’inquinamento cittadino, che anche in questi giorni è alle stelle. Siamo pienamente consapevoli della complessità dell’opera, ma altrettanto convinti della sua utilità e necessità. I tecnici che hanno redatto il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile hanno definito la sua necessità».

«Questa amministrazione – continua Rossi – approva tale piano e poi stralcia le opere più importanti. Ci spiace purtroppo constatare che ancora una volta il sindaco Tommasi prende le decisioni in base a ciò che più conviene per tenere calmi gli animi nella sua Giunta. Si dimostra un burattino in balia dei capricci dei suoi assessori, che negli anni passati hanno osteggiato questo progetto, come l’allora consigliere Bertucco. Lo sviluppo della città di Verona da oltre un anno è oggetto di una montagna russa di sentimenti che portano a continui cambi di rotta e Tommasi, invece di fare il sindaco, si fa manovrare dai suoi assessori, senza però tenere conto della gravità e delle conseguenze delle sue azioni».

Del tema traforo ha parlato anche l’ex assessore Nicolò Zavarise (Lega), ieri a Squadra che vince: «L’amministrazione aveva già deciso [il 14 agosto] di spostare 54 milioni di euro dei cittadini, senza il rispetto di comunicarlo ai cittadini, alle istituzioni e al proprio consiglio comunale. La vedo come una grande mancanza di trasparenza. Alla faccia della giunta del dialogo e del confronto».

Traguardi, il gruppo dell’assessore Ferrari, replica alle opposizioni: «Rispetto alle Amministrazioni precedenti, che ora si divertono a trasformare la loro inconcludenza in mistificazione e l’inettitudine in falsità, siamo orgogliosi di poter dotare la città di infrastrutture strategiche e necessarie alla vita della comunità. Anziché diffondere fandonie sul traforo, se i consiglieri e gli esponenti dell’opposizione che ricoprono ruoli importanti a Roma e a Venezia vogliono davvero contribuire alla sua realizzazione, si diano da fare per far arrivare ulteriori investimenti a Verona. Dal canto suo l’assessore Tommaso Ferrari ha già dimostrato che un’interlocuzione positiva fra il Comune e i ministeri fa bene alla città».

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Pums e Strada di Gronda: la visione dell’amministrazione

Intervista realizzata sabato 21 ottobre 2023.

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