Tosi-Zaia, sfida aperta nel centrodestra

Nel 2024 si voterà per le Europee, e nel 2025 per il Veneto: Flavio Tosi con Forza Italia da tempo sta preparando il campo e ha già annunciato la candidatura. L'ex sindaco attacca Zaia, che critica il limite di mandati per i presidenti di regione.

Zaia Tosi
Luca Zaia e Flavio Tosi

La politica è in fibrillazione ormai da qualche mese per il prossimo grande appuntamento elettorale, le elezioni europee del 2024, a cui saranno accorpate anche le elezioni comunali (interessati 48 sindaci in provincia di Verona). Nel 2025 invece sarà la volta delle elezioni regionali in Veneto, che arriva da tre mandati a trazione leghista di Luca Zaia.

Considerando che in Europa i tre principali partiti di centrodestra che governano l’Italia (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) fanno parte di famiglie politiche diverse, che nei comuni le alleanze hanno sempre geometrie variabili e che nonostante le percentuali di Zaia in Veneto la Lega non brilla più come in passato, movimenti e agitazioni nei partiti sono ormai all’ordine del giorno.

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Esempi palpabili sono le amministrazioni comunali di Pescantina e Valeggio sul Mincio, cadute entrambe nelle ultime settimane. Per non parlare di Forza Italia in Regione, che pur essendo in maggioranza non ha assessori, ha sempre giocato un ruolo critico all’interno del centrodestra e con l’arrivo di Flavio Tosi come coordinatore del partito in Veneto tutto questo ha subito un’accelerata.

Diversi ex leghisti (come d’altro canto lui stesso) sono stati assorbiti nel partito oggi guidato dal ministro Antonio Tajani, fino alla bordata di dieci giorni fa: l’ex sindaco di Verona si candida – con larghissimo anticipo – alla presidenza del Veneto. E Zaia? Tosi lo considera fuori gioco, per il limite di due mandati consecutivi da presidente. Zaia è addirittura al terzo (a Palazzo Ferro Fini dal 2010), in quanto la legge che introduceva il limite entrò in vigore mentre “il Doge” era a metà del suo primo mandato. Che quindi non rientra nel conteggio.

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L’affondo di Zaia: «Blocco dei mandati anacronistico»

«Penso che il tema del blocco dei mandati sia qualcosa di anacronistico, visto e considerato che trovo cittadini che vorrebbero rieleggere il sindaco uscente e non lo possono fare. Ci sono solo due cariche che sono elette direttamente dai cittadini, che sono il sindaco e il presidente della regione, guarda caso sono le due cariche che hanno il blocco dei mandati». Ha risposto così il presidente Zaia alle dichiarazioni di Tajani, contrario al terzo mandato per i governatori di regione.

«Il sindaco non può farlo per più di due mandati – è il punto di vista di Zaia – ma si può stare una vita in parlamento. A me piacerebbe che mi si desse una risposta rispetto a questo».

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Luca Zaia, presidente Regione Veneto
Luca Zaia, presidente Regione Veneto

Tosi replica a Zaia: «Non mi sembra un campione di coerenza»

Flavio Tosi, deputato e coordinatore veneto di Forza Italia, replica alle dichiarazioni di Zaia: «Definisce anacronistico il limite ai mandati ai presidenti di Regione fissato dalle leggi statali, ma gli ricordo che è stata proprio la Regione Veneto nel 2012, con lui Presidente, a fissare il limite dei due mandati per gli assessori regionali. Pertanto Zaia, da questo punto di vista, non mi sembra un campione di coerenza: è contro il tetto dei mandati se lo dice la legge nazionale, a favore del tetto se invece è la legge regionale varata con lui a fissarlo per gli assessori».

Tosi e Zaia, in precedenza, furono compagni di giunta a Palazzo Ferro Fini. L’ex sindaco di Verona fu assessore alla Sanità fra 2005 e 2007, mentre Zaia era vicepresidente di Giancarlo Galan.

Onorevole Flavio Tosi
Flavio Tosi

Tosi poi ricorda: «Forse Zaia lo ha dimenticato, ma è presidente regionale dal 2010, quindi di fatto è già al terzo mandato, il prossimo che lui agogna sarebbe il quarto. È da 13 anni che Zaia guida il Veneto, in termini di grandi opere pubbliche non ha fatto granché, è vero (il Passante, la Pedemontana e tutti i nuovi grandi ospedali non si devono certo a lui), quindi comprendo che potrebbe non essersi reso conto del tempo trascorso…».

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