Tosi sulle Europee: «Bravo Salvini, ma ora pensi all’operatività di governo»

Flavio Tosi

L’ex sindaco di Verona e leader di Fare!, intervenuto oggi ai nostri microfoni, ha ammesso candidamente il successo elettorale europeo del vicepremier e leader  della Lega Matteo Salvini, invitandolo però ora a concentrarsi sull’operatività di governo. Tosi ha spiegato anche come e perché il governo gialloverde durerà ancora, nonostante il duro banco di prova della finanziaria di ottobre, e di come della Lega (Nord) di cui fece parte anche lui, oggi non rimane nulla.

«Dal punto di vista del risultato elettorale Salvini ha fatto un numero straordinario, – spiega Flavio Tosi ai microfoni di Network TVun altro discorso, però, è l’operatività di governo. Ora la Lega dovrà continuare a governare con Di Maio e arrivare all’appuntamento di ottobre con l’approvazione della Finanziaria».

«La promessa è quella della flat tax e della riduzione delle tasse di 30 miliardi, tuttavia servono 30 miliardi per non aumentare l’iva al 26%, che sarebbe una sciagura per i cittadini e le imprese. – prosegue Tosi – A livello di Europa non cambia niente, nella coalizione principale c’è ancora il Partito Popolare Europeo insieme agli alleati tradizionali e all’Alde, quindi ai liberali: dovremo dialogare con l’Europa che non è matrigna né nemica, ma un soggetto economico unitario, con determinati parametri a cui dovremo sottostare, cercando di non accumulare troppo debito e di non alzare troppo la spesa, perché abbiamo visto tutti cosa è successo alla Grecia».

Alla domanda su quanto durerà il governo gialloverde, il leader di Fare! risponde: «Dipende dall’intelligenza di entrambi. Salvini sperava di non vincere così tanto perché questo gli consentiva di tornare al voto e di dover varare la finanziaria ad ottobre, invece ha stravinto e quando stravinci non puoi dire “non governo”, perché hai una responsabilità enorme. Se i 5 stelle sono furbi, loro sono gli sconfitti lui è il vincitore, lo assecondano, lo lasciano fare. Se ce la farà ne saremo contenti tutti, altrimenti farà la fine di Renzi.

E cosa rimane della Lega che fu, la Lega Nord, in quella di oggi? «E’ il partito di Salvini, chi ha votato Lega ha votato Salvini come persona. Un trionfo personale che rischia di diventare pericoloso dall’altra parte perché il Pd con Matteo Renzi ebbe più o meno le stesse dinamiche. Della Lega di allora, di Bossi e Maroni  non rimane nulla: quello era un partito federalista, autonomista, legato al Nord e ai territori, adesso è un partito nazionale, centrale, slegato dai territori e legato a Salvini».