Tosi sul “Fronte Repubblicano” di Calenda: “Sì, ma non con la vecchia sinistra”
Flavio Tosi dice sì al fronte repubblicano proposto dall’ex ministro Carlo Calenda per fronteggiare il populismo del nuovo governo, ma con alcune riserve: “Dobbiamo ritrovare la forza di proporre una visione della società liberale, popolare ed europea, e offrire agli elettori proposte concrete. I tre fronti su cui operare sono le tasse, burocrazia e sicurezza”.
Tosi è scettico al “Fronte Repubblicano” proposto dall’ex ministro Carlo Calenda che, ieri, sui social network ha scritto: “Andare avanti così non si può. Dobbiamo cambiare tutto andando oltre il PD e aggregando tutte le forze politiche”.
Secondo l’ex sindaco di Verona, infatti, per combattere il populismo non è necessario un Fronte Repubblicano, ma azioni concrete: “Bisogna discutere dei confini di questo ‘fronte’. Non può rientrarvi chiaramente una sinistra ideologica, ma nemmeno il classico Pd come lo abbiamo inteso in questi dieci anni. Invece credo che nella parte più liberal del Pd, come in Forza Italia, questo ‘fronte’ di fatto esista già. – spiega Tosi – Ma soprattutto esiste già in quella fetta di Paese costituita da imprenditori, professionisti, giovani, studenti, lavoratori, pensionati e cittadini che guardano all’Europa e a un’Italia concreta e sicura ma non chiusa, che vogliono sviluppo e non dazi, lavoro e non reddito di cittadinanza, una seria riforma fiscale e non impossibili flat tax, poter esprimere le proprie energie individuali in campo economico, culturale e artistico e non limitarsi a sfogare rabbia e rancore”.
Tosi parla poi dell’avvicinamento degli italiani a figure come quelle di Grillo e Salvini, scelti non per ragioni politiche, ma per esasperazione: “Salvini denuncia problemi reali, ma offre delle non soluzioni. Per questo non va ridicolmente demonizzato come fa una sinistra isterica che così fa il suo gioco, ma va incalzato sul terreno della concretezza e dei temi. Salvini infatti è un demagogo, una ‘bolla’ politica e presto molti se ne accorgeranno. – conclude l’ex primo cittadino veronese – Ma nel frattempo serve riorganizzarsi e ritrovare la forza di proporre una visione della società liberale, popolare ed europea, e saper offrire una proposta politica seria, concreta e percorribile per risolvere le tre vere discriminanti che bloccano il Paese: tasse, burocrazia e sicurezza”.
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