Tosi su Trump: «L’ho apprezzato, ma dal Covid in poi è stato catastrofico»

Il leader di Fare! interviene sul dibattito in corso su quanto accaduto ieri a Washington, non rinnegando la politica del taycoon fino all'arrivo dell'emergenza Coronavirus, dopodiché «la catastrofe».

Flavio Tosi

«E’ grave quello che è successo ieri a Washington. Gli assalti al Campidoglio sono ignobili e il comportamento di Trump, che di fatto ha aizzato gli assalitori, è inqualificabile. E lo affermo da uomo di centrodestra, al proposito spero che altri mi possano seguire. Gli uomini delle istituzioni, dal Sindaco di paese al Presidente degli Usa, devono sempre tenere comportamenti responsabili e accettare il verdetto democratico» commenta Flavio Tosi, già sindaco di Verona e leader del movimento di centrodestra Fare!

«La sconfitta elettorale va accettata ed eventualmente ci si può riorganizzare per tornare a vincere. Questo è il bello della democrazia, che ti consente una seconda possibilità e, nel frattempo, di poter far sentire la tua voce anche dall’opposizione. Ma disconoscere così le istituzioni del Paese che rappresenti non va bene: questa è una regola sacra, superiore alle battaglie di campo, oltre alla destra e alla sinistra».

dazi usa contro l'Ue donald trump
Donald Trump

«Trump – continua Tosi – è stato un ottimo Presidente sul piano economico, ha rivitalizzato l’industria e l’occupazione, non è un caso che sia apprezzato dalla working class della profonda America. E l’ho apprezzato anche nel suo contrasto alla Cina sul piano commerciale. È stato bravo anche in politica estera, soprattutto in Medio Oriente nella pacificazione dei rapporti tra Israele ed Emirati Arabi».

Tuttavia, conclude Tosi, «dal Covid in poi è stato catastrofico: dapprima la strizzatina d’occhio ai no mask, poi una gestione sanitaria della pandemia disastrosa; infine la pantomima dopo la sconfitta elettorale, sfociata nel tragico assalto di ieri. Mi auguro che il Partito Repubblicano e le forze liberali e di centrodestra nel mondo ne prendano le distanze. Anche negli Usa c’è bisogno della forza, della grande tradizione e della classe dirigente repubblicana».