Croce: «Tosi? Pietra sul passato. Riproponiamo il primo mandato»

Il leader di Prima Verona, già presidente di Agec con Tosi e di Agsm con Sboarina, dopo aver avuto screzi politici più o meno forti con entrambi, torna a stringere la mano proprio a Flavio Tosi, col quale si presenterà insieme nella stessa coalizione il prossimo 12 giugno: «Flavio è pragmatico come me, su questo presupposto, e non solo, abbiamo trovato l'accordo».

Michele Croce
Michele Croce

Michele Croce, leader di Prima Verona, ripercorre la sua carriera politica ai nostri microfoni, dagli anni universitari agli scandali con l’amministrazione Tosi.

La sua passione politica nasce da studente, durante i primissimi anni di università, corretto?

Sì, nasce a circa 18 anni al primo anno di università, quando ho partecipato a delle riunioni del Fronte della Gioventù, all’epoca la formazione giovanile del Movimento Sociale, poi diventato Alleanza Nazionale. Lì ho conosciuto alcune persone che ancora oggi sono impegnate politicamente, come Matteo Gelmetti ed Elena Traverso. Lì è iniziata la mia passione.

Questa passione è andata avanti per parecchi anni, quando poi ha deciso di staccarsi dalla politica per dedicarsi alla sua professione…

Preso dalla famiglia e dalla professione, sì, dopo qualche anno mi sono staccato dalla politica. Ne ero rimasto un po’ deluso, avevo iniziato a capire che la logica all’interno dei partiti purtroppo era ed è quella della conoscenza, dei cosiddetti “cerchi magici” e delle raccomandazioni. È un ambiente molto poco meritocratico.

Verso la fine del primo mandato Tosi ritorna ad avvicinarsi alla politica diretta. Nel Tosi 2 ottenne anche un posto come presidente di AGEC…

Sì, ho ammirato il primo mandato di Tosi e la sua grande opera di rilancio di Verona. Chiesi quindi a Tosi di candidarmi nella sua lista civica e presi anche un sacco di voti. Tosi mi propose allora di fare il presidente di AGEC. Accettai, perché mi avrebbe potuto dare una bella esperienza di vita. Non era un lavoro retribuito, ma io avevo già il mio studio legale.

E in AGEC la sua presenza si sentì.

Sì. Avevo capito subito che i conti non tornavano in AGEC, e questo fu evidentemente intercettato da qualcuno all’interno dell’istituzione. Architettarono così il famoso (e presunto) scandalo dei mobili. Si inventarono infatti che io avevo chiesto dei mobili nuovi per il mio ufficio in AGEC. A quel punto ho fatto una cosa che nessuno mai aveva fatto prima in Italia: mi sono autodenunciato alla Corte dei Conti, chiedendo alla Corte stessa di indagare su di me. Ovviamente non trovarono nulla, in compenso emersero tutte le irregolarità commesse da AGEC prima del mio arrivo.

Lì si ruppe l’idillio politico con Flavio Tosi. Nel 2017, da candidato sindaco ottenne un 5% e in sede di ballottaggio decise di appoggiare Sboarina, giusto?

Sì. Ormai i rapporti con Tosi si erano incrinati, perché comunque avevo sgretolato un ente che faceva parte della sua amministrazione, oltretutto avevo fatto una serie di denunce per corruzione. Ho quindi costituito la mia lista civica, Verona Pulita, che ottenne buoni risultati. Al ballottaggio abbiamo deciso di dare aiuto a Federico Sboarina, perché all’epoca sembrava il candidato ideale per Verona.

Ha usato il condizionale, infatti. Il sindaco Sboarina le ha dato infatti l’incarico di presidente di AGSM, ma anche in quell’occasione nacquero alcuni contrasti. Ce ne vuole parlare?

Con AGSM facemmo un lavoro incredibile in due anni, stavamo per fare la fusione con Vicenza e Treviso per creare la multiutility del Veneto che tutti sognavamo. A un certo punto, però, mi è arrivato il diktat di Sboarina in cui mi poneva davanti a un bivio: o vai con Milano, o vai a casa. Io rifiutai categoricamente, non avrei mai svenduto AGSM a Milano, perché attorno ad AGSM gira un motore che fa lavorare tantissime imprese che gravitano attorno a Verona. Quindi venni revocato dall’incarico.

Il 12 giugno ritornerà a fare politica attiva, a sorpresa con Flavio Tosi. Come mai questa scelta?

Sono una persona concreta. Due mesi fa noi di Prima Verona ci siamo seduti a un tavolo e sulla base della proiezione di sondaggi ci siamo detti: “La nostra lista potrà arrivare al massimo tra il 5 e il 10%. Cosa facciamo? Abbiamo optato di fare una scelta trasparente e schierarci con il candidato, tra i tre, più affine ai nostri valori. Tommasi lo abbiamo scartato a priori per via della sua coalizione fin troppo variegata e la sua poca vicinanza al territorio di Verona; Sboarina negli ultimi anni ha dimostrato la sua incapacità e inadeguatezza di fare politica. Siamo arrivati a Tosi. Io e Flavio Tosi abbiamo avuto un lungo confronto faccia a faccia e abbiamo trovato un punto di incontro. Abbiamo messo una pietra sul passato giudiziario e abbiamo deciso di provare a rifare il primo mandato Tosi. Abbiamo stilato una lista di obiettivi che vogliamo raggiungere e la Verona che vogliamo raggiungere, e con questo accordo programmatico abbiamo deciso di ripetere insieme la riedizione il primo mandato.

Ci sono quindi i presupposti per ricreare quella fiducia che ci fu nel primo mandato?

Teniamo presente che gli scontri sono stati giudiziari e mai personali e mai politici. Tosi è un uomo pragmatico che incontra i miei valori. Su queste basi abbiamo fatto il nostro accordo.

Quali sono i punti che a Prima Verona stanno a cuore per dare un volto nuovo alla nostra città?

Verona come città sostenibile è la priorità, dagli eventi eco-friendly a un nuovo sistema di sostenibilità. Un altro punto fondamentale è l’attenzione ai quartieri. Bisogna tornare a occuparsi dei quartieri, letteralmente abbandonati. Le persone che li abitano sono infuriate, non ci sono più i servizi essenziali, non hanno marciapiedi e strade che si possano chiamare tali e non hanno punti di aggregazione. I quartieri non sono una sagra all’anno, vanno tenuti in considerazione 365 giorni all’anno.

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