Tosi attacca Zaia e la Lega: «Forza Italia fuori dalla maggioranza dal 2020»

Autonomia e terzo mandato sono temi caldi, ma fra Lega e Forza Italia in Veneto sembra essere arrivata la resa dei conti. Tosi critica i metodi di Zaia e mette di fatto il suo partito fuori dalla maggioranza in Regione.

Flavio Tosi Luca Zaia
Flavio Tosi e Luca Zaia
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Da mesi Flavio Tosi, ex sindaco leghista di Verona, ora coordinatore di Forza Italia in Veneto, attacca periodicamente Luca Zaia e il suo operato alla guida della Regione. Autonomia, terzo mandato, gestione delle Olimpiadi: sono vari i temi su cui Tosi ha da ridire.

In settimana Alberto Stefani, segretario veneto della Lega, ha tirato riga: «Spiace constatare che Forza Italia è oggettivamente uscita dal perimetro di maggioranza in Regione Veneto».

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Una dichiarazione con risonanza nazionale, oltre che locale. Perché arriva dopo le parole del leader nazionale di FI, Antonio Tajani: «L’autonomia non deve essere una riforma a vantaggio di uno e a svantaggio dell’altro. E pensiamo debba favorire tutti, da Bolzano a Pantelleria. Vigileremo per questo. Anche se ritengo che il voto sarà più in là». Sull’autonomia differenziata, grande battaglia di Zaia, Tajani chiede «spazio per un dibattito approfondito». E ancora: «Chiediamo un’autonomia differenziata che non sia a danno di una parte rispetto all’altra».

Parole che il presidente del Veneto Luca Zaia non ha gradito: «Mi dà fastidio sentir dire che bisogna vigilare sull’autonomia. Non c’è una parte politica che vuole scappare con la refurtiva, ma stiamo semplicemente facendo un progetto nazionale che è per tutti, da Campione d’Italia a Canicattì. È un processo serio, di responsabilità e di modernità per l’Italia e noi stiamo portando avanti i dettami dei padri costituenti».

Da considerare anche la forte crescita di Fratelli d’Italia, in Veneto come in tutta Italia negli ultimi anni. Con l’avvicinarsi delle elezioni europee a giugno, si avvicina anche una conta delle percentuali fra la Lega, egemone da 15 anni nella regione, e Forza Italia, in grande ascesa con la gestione Tosi.

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Tornando al Veneto, Tosi dice: «I fatti parlano chiaro: sono altri che cercano lo scontro. Noi infatti siamo intervenuti per rispondere ai ripetuti attacchi di Luca Zaia nei confronti del segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani. Sull’autonomia, ma anche sul tema del terzo mandato, in questi mesi Zaia ha sistematicamente preso posizione contro Tajani». Un mese fa, viste anche allontanarsi le possibilità di un terzo mandato per Zaia, Tajani aveva rilanciato Tosi come possibile candidato alle elezioni regionali per il 2025.

L’ex sindaco di Verona, che ruppe con la Lega di Salvini e fondò il proprio movimento politico “Fare!”, per poi entrare in Forza Italia nel 2022, ringrazia Stefani: «Ha messo in evidenza la vera questione, ovvero che noi non siamo mai stati coinvolti nella maggioranza di Palazzo Balbi, perché per decisione di Zaia Forza Italia non ha nessun assessorato. Una scelta, quella di Zaia, che rompe clamorosamente con la storia del centrodestra, infatti quando i rapporti di forza erano invertiti, Berlusconi e Forza Italia hanno sempre riconosciuto a ciascun alleato, grande o piccolo che fosse, dignità e rappresentanza».

Alle elezioni 2020 Forza Italia prese il 3,56%, contro il 44,57% della lista Zaia e il 16,92% della Lega. Il partito fondato da Silvio Berlusconi elesse due consiglieri, il veronese Alberto Bozza e la padovana Elisa Venturini. A loro si è aggiunto negli scorsi mesi Fabrizio Boron, eletto in lista Zaia e transitato nel gruppo misto.

Per Tosi però la lealtà agli alleati è mancata, da parte di Zaia: «Noi invece oggi non siamo rappresentati in Giunta e non esprimiamo nemmeno una presidenza di Commissione in Consiglio regionale. Non solo, Zaia, da quando è stato rieletto nel 2020 per il suo terzo mandato, non ha mai convocato un vertice di maggioranza con gli alleati che riguardasse il governo regionale e temi cruciali quali sanità, sociale, Pedemontana, infrastrutture, energia, ecc. Ribadisco, nessun incontro né con il sottoscritto, né con il mio predecessore Michele Zuin. Quindi ringrazio Stefani per aver fotografato la realtà: è dal 2020 che noi siamo, di fatto, fuori dalla maggioranza di governo della Regione Veneto; i nostri tre Consiglieri Regionali hanno sempre lealmente votato (questa sì è lealtà incondizionata) ciò che la Giunta ha proposto, senza che questo fosse stato prima condiviso dalla Giunta con Forza Italia».

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