Tornato da Kiev, Spiazzi lancia il progetto per le studentesse ucraine: «Diamo senso alla loro presenza qui»

Matteo Spiazzi, regista veronese, era tornato a Kiev poco prima della fuga definitiva dalle bombe. Le cinque studentesse ucraine arrivate a Verona sono il primo nucleo del progetto "Stage for Ukraine", per «dare un senso alla loro presenza qui».

Le prime cinque studentesse ucraine arrivate a Verona con il progetto
Le prime cinque studentesse ucraine arrivate a Verona con il progetto "Stage for Ukraine"

La fuga dalle bombe di Kiev: ora nasce un progetto per le studentesse dell’accademia

Dovevano debuttare il 25 febbraio, ma il giorno prima si sono svegliati con il bombardamento di Boryspil’, città a sud-est di Kiev sede di un aeroporto. Matteo Spiazzi e Katia Tubini, regista e coreografa veronesi, a metà febbraio erano tornati in Italia dalla capitale dell’Ucraina, dove stavano lavorando allo spettacolo “The Ball” al Teatro Nazionale Accademico dell’Operetta.

Matteo Spiazzi Katia Tubini veronesi kiev
Katia Tubini e Matteo Spiazzi in Teatro a Kiev

Neanche il tempo di disfare le valigie, e hanno fatto ritorno a Kiev, città che avevano lasciato a malincuore e vedevano ancora tranquilla, nonostante le prime tensioni. C’era un lavoro da finire, uno spettacolo da far debuttare. Speranze di normalità spazzate via dalle bombe dell’esercito russo.

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Tornato a Verona, ora Matteo Spiazzi lancia il progetto “Stage for Ukraine”, con cui accogliere le studentesse dell’accademia drammatica di Kiev. Per ora sono arrivate cinque ragazze, fra i 17 e i 23 anni, studentesse di recitazione e di regia. Per ora niente maschi: la legge marziale impone di restare a combattere, «e d’altro canto è anche quello che vogliono» spiega Spiazzi.

Le prime cinque studentesse ucraine arrivate a Verona con il progetto "Stage for Ukraine"
Le prime cinque studentesse ucraine arrivate a Verona con il progetto “Stage for Ukraine”

Per quanto riguarda il progetto: «L’idea è non solo di ospitarli, ma dare un senso alla loro presenza qui. Farli continuare a studiare, e magari in futuro creare un dialogo con il territorio, fare in modo che stiano insieme e psicologicamente abbiano un aiuto».

Una delle cinque studentesse è originaria di Lugansk, capitale di una delle due repubbliche autoproclamate separatiste del Donbas. È la seconda volta che fugge dalla guerra, a nemmeno vent’anni.

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Guarda l’intervista a Matteo Spiazzi su Radio Adige Tv

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