Ferrari: «Verona sta facendo da anni il compitino, serve una svolta»

Il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari, di professione ingegnere ambientale, richiama a un cambio di passo che deve fare la nostra città, non soltanto dal punto di vista, appunto, ambientale, ma a tutto tondo, dalle politiche sociali a quelle energetiche e infrastrutturali, con uno sguardo ai modelli internazionali.

Tommaso Ferrari
L'assessore alla Mobilità e alla Transizione Ecologica Tommaso Ferrari
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Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi, racconta la sua carriera politica, gli obiettivi e i valori su cui si fonda il suo movimento civico.

33 anni, ingegnere ambientale, un passato da calciatore a buoni livelli, ma fin da giovanissimo appassionato di politica.

La mia passione vera e propria nasce in università, dalla voglia di impattare nel contesto in cui vivevo. Al liceo ho fatto il rappresentante d’istituto, poi in università quello di facoltà. Professionalmente lavoro nell’ambito delle rinnovabili e anche in questo caso avverto l’urgenza di portare miglioramenti nella società in cui vivo.

Quando ha capito che un impegno scolastico aveva il potenziale per diventare qualcosa di più?

In realtà non c’è stata una vera rivelazione. Ho sempre sentito l’esigenza di tentare di far qualcosa nel rispetto dei valori in cui credo. Nel 2017 mi è stato chiesto di candidarmi con Verona Civica e ho accettato questa sfida. Con tantissimo entusiasmo ho affrontato quest’opportunità e da lì non mi sono più fermato.

Si ricorda cos’ha provato la prima volta che è entrato in Sala Gozzi?

All’inizio sono entrato in punta di piedi. Con tutti i colleghi poi in questi anni ho imparato tanto. Sicuramente all’inizio bisogna prima conoscere il mestiere e fare esperienza. È stata un’emozione, rappresentare i cittadini in Consiglio Comunale è importante. C’è bisogno di riportare alto il significato della politica, perché da lì dipende il futuro della nostra città.

Poco dopo è nata poi Traguardi, con l’obiettivo di avvicinare i giovani in politica, e direi che ci è riuscita, no?

Traguardi nasce da un sogno. Avevamo perso le elezioni e assieme alle tante persone che mi avevano accompagnato in quel percorso è nata l’idea di fondare un movimento civico. Volevamo creare un percorso partecipativo di ascolto, con focus sui giovani. Abbiamo tanto sentito parlare della disaffezione dei giovani verso la politica ma noi volevamo sfatare questo mito. Sono convinto che ai giovani la politica interessi, ma dipende dalle idee che vengono loro proposte e il modo in cui vengono comunicate. Non serve chiedere alla gente, a ridosso delle elezioni, di votare per te; le persone devono aver seguito tutto il tuo percorso, conoscerti e fidarsi.

Metaforicamente parlando, dal suo posto in Sala Gozzi come ha visto la città di Verona?

Io credo che la città debba ripartire. Prendiamo dei dossier noti a Verona: il filobus è fermo, lo sviluppo dell’aeroporto poteva andare diversamente, la fiera deve affrontare sfide importanti, AGSM AIM non sarà sufficiente a farci restare nel mercato. Pensiamo alla cultura, agli interventi nei quartieri, alla mobilità… credo che in questi anni Verona si sia un po’ fermata. Verona ha fatto il compitino e ha fatto un lavoro da 6 in pagella. Ma con la sufficienza le città non cambiano.

Facendo un bilancio di questi cinque anni, di cosa va particolarmente fiero?

Il lavoro di opposizione è un lavoro duro. Bisogna studiare bene i dossier e tentare di intervenire per correggerli al meglio. Credo che essere stati la forza politica che ha portato il primo bonus mamme sia stato un bel passo e una dimostrazione di attenzione ai nuovi nuclei familiari. Un altro risultato di cui sono orgoglioso è la cultura decentrata: grazie al nostro emendamento abbiamo infatti creato dei percorsi turistici alternativi, come quello all’Ipogeo a Santa Maria in Stelle e al Parco delle Mura sopra la funicolare. Nel piccolo sono andati nell’ottica di una ricchezza e valore aggiunto. Ci siamo impegnati in campo ambientale, poi, come la mediazione ai cambiamenti climatici.

Puntate molto sul vostro candidato, Tommasi, giusto?

Sì. Damiano Tommasi non è solo il nostro candidato, è un nostro amico e credo che abbia portato un’ottica di unione delle forze progressiste a Verona che non si vedeva da tempo. Per governare una città, dopotutto, serve mettersi d’accordo sulle differenze. È un candidato dotato di grandissima visione e ha sicuramente molta esperienza.