Tocatì, presentata la candidatura Unesco

Sono stati presentati stamane a Venezia, a palazzo Grandi Stazioni della Regione, i contenuti e le finalità della candidatura multinazionale di iscrizione al patrimonio culturale immateriale tutelato dall’Unesco di “Tocatì, un programma condiviso per la salvaguardia dei Giochi e Sport Tradizionali”.

tocatì
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Da festival di successo, ideato e realizzato dal 2003 a Verona dall’Associazione Giochi Antichi insieme all’amministrazione comunale, Tocatì è andato oltre l’evento, diventando un progetto ampio e ambizioso di salvaguardia di un patrimonio culturale immateriale che appartiene a tante comunità internazionali.

L’assessore regionale alla cultura, nel suo intervento di apertura, ha sottolineato proprio «l’originalità e lo straordinario valore culturale e storico» del programma e ha ricordato come la Regione non solo sostenga il festival sin dalla sua nascita, ma stia fornendo un concreto appoggio per l’iscrizione di Tocatì nel registro Unesco, con l’approvazione di una deliberazione che attesta la condivisione del percorso di candidatura e con una lettera del Governatore veneto al Ministro italiano della cultura nella quale esprime a nome della Regione «pieno supporto istituzionale confidando in un positivo esito della procedura, nella convinzione che il progetto possa sicuramente rientrare fra i casi esemplari nella salvaguardia del patrimonio intangibile, e che il riconoscimento concorrerebbe a promuovere valori quali il rispetto per le appartenenze locali e la diversità culturale, la conservazione di retaggi del passato e la trasmissione di saperi in continua evoluzione, favorendo una visione del patrimonio come processo vivo, veicolo di contenuti e funzioni sociali identitari».

«Questo progetto – ha ribadito l’assessore – è perfettamente coerente con le politiche regionali in materia di valorizzazione delle tradizioni e dell’identità veneta, una ricchezza che vogliamo conservare e tramandare alle future generazioni. Ma è anche un’iniziativa che pur guardando al passato, alla nostra storia, ha una forte carica di modernità che le deriva dal voler celebrare dei valori che vanno oltre le mode e mantengono un’innegabile attualità».  

Dopo l’assessore regionale è intervenuto, in collegamento telefonico, il sindaco della città scaligera, che ha sottolineato l’importanza di Tocatì, oltre che culturale, anche in termini di attrattività turistica di Verona e poi, riferendosi al festival in programma il 19 e 20 settembre prossimi, ha auspicato «che l’evento sia un’occasione di rilancio e porti una ventata di serenità in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo».

Paolo Avigo, presidente dell’Associazione Giochi Antichi, ha evidenziato il carattere internazionale del progetto a cui hanno dato vita l’Italia (capofila), insieme a Belgio, Cipro, Croazia e Francia, ma al quale hanno già manifestato interesse anche altri Paesi.

Avigo ha ricordato la complessità del processo di candidatura, che ha portato il 31 marzo scorso alla consegna del dossier, predisposto con l’aiuto della Regione del Veneto e del MIBACT, per il quale è intervenuto in collegamento da Roma Antonio Parente, direttore del Servizio UNESCO del Ministero, il quale ha evidenziato come questa sia la prima candidatura dell’Italia al registro di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (ICH).

Ora non rimane che attendere la risposta, che arriverà da Parigi, sede del segretariato Unesco, prevista entro la fine del 2021.

È ufficiale, il dossier per la candidatura del Tocatì a patrimonio immateriale Unesco è stato inviato a Parigi. E l’iscrizione potrebbe arrivare entro il 2021. Questa mattina, all’interno del Palazzo Grandi Stazioni di Venezia, è stata ufficializzata la presentazione. Un gioco di squadra, perché l’Italia è capofila di una candidatura multinazionale che vede schierati anche Belgio, Cipro, Croazia e Francia. Tutti in prima linea per salvaguardare il gioco tradizionale. Si tratta della prima volta che in Italia viene richiesto l’inserimento di una usanza nel ‘Registro della buone pratiche di salvaguardia’ dell’Unesco.

Collegati, in videconferenza, il sindaco Federico Sboarina e l’assessore ai Rapporti Unesco Francesca Toffali.

«Verona, già patrimonio mondiale Unesco per l’unicità delle sue mura magistrali, candida ora anche la sua tradizione immateriale – ha detto il sindaco Sboarina-, un patrimonio tramandato nei secoli che deve essere custodito. Ma anche valorizzato e fatto conoscere al mondo intero. Il prezioso lavoro fatto negli anni dall’Associazione giochi antichi, con questa candidatura, centra l’obiettivo. Il Tocatì, manifestazione che ha ridato centralità al gioco in strada, e che ha portato a Verona tradizioni da tutti i continenti, è pronto a diventare patrimonio e bene dell’umanità intera. E noi non possiamo che esserne orgogliosi e metterci a disposizione affinchè questa manifestazione continui a crescere. Ogni anno il centro storico di Verona si riempie di gente e di giocatori, un festival diventato popolare ma che in questo modo ribadisce la sua valenza culturale».

«Assistiamo ad un interscambio di valori materiali e immateriali – ha aggiunto Toffali -, determinato da una eccezionale miscela di opere che l’uomo nel corso di secoli ha ideato. A noi amministratori, così come ai cittadini, la responsabilità di conservare e tutelare da una parte, tramandare e promuovere dall’altra, questo eccezionale patrimonio. Verona è e sarà bene dell’Umanità. Questo però è solo l’inizio, dopo il riconoscimento del “bollino Unesco” servirà costituire un sistema che sappia alimentare questa nostra tradizione, che non deve essere lasciata in balia dell’iniziativa o dell’impegno del singolo, sia esso privato o pubblico».