Testimone di furto insegue i ladri: arrestati tre individui

Si sono avvicinate all’auto di un imprenditore e con una scusa gli hanno fatto abbassare il finestrino per rubargli il rolex del valore di 30mila euro che l’uomo portava al polso. È successo nella mattinata di ieri, intorno alle 10, nella zona industriale di gambellara. Le due donne, scappate in auto insieme ad un terzo complice, sono state prima inseguite da un cittadino che aveva assistito alla rapina e successivamente sono state arrestate dai carabinieri di San Bonifacio.

Tutto è partito da una chiamata, intorno alle 10, alla centrale dei carabinieri di San Bonifacio nella quale un cittadino diceva di aver assistito ad una rapina nella zona industriale di Gambellara. I ladri, tre soggetti, erano fuggiti a bordo di un veicolo in direzione San Bonifacio. è allora che l’uomo al telefono, dopo aver allertato i militari, si è messo all’inseguimento dei malviventi.

A bordo dell’auto in fuga tre individui: due donne e un uomo che poco prima avevano derubato un imprenditore vicentino del Rolex da 30mila euro che portava al polso. Dopo il breve tallonamento, il cittadino ha perso di vista i tre malviventi che, a seguito di un incidente, si sono dileguati a piedi nei campi.

A quel punto una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, coadiuvata dalle altre delle Stazioni Carabinieri della Compagnia di San Bonifacio è riuscita a rintracciare e bloccare i tre individui che, a bordo di un furgone, avevano raggiunto la strada Porcilana, diretti a Verona. Il conducente del furgone, all’oscuro della vicenda, aveva dato loro un passaggio poiché una delle due donne in fuga, essendo in gravidanza, aveva simulato la rottura delle acque.

I tre rumeni, P.V. classe ’93, M.A. classe ’96 e S.M. classe ’96, pregiudicati e domiciliati presso il campo nomadi di Verona, sono stati quindi arrestati per concorso in furto con strappo aggravato.
Comparsi questa mattina al Tribunale di Verona, i tre hanno ammesso le loro responsabilità e al termine dell’udienza, il Giudice ha disposto gli arresti domiciliari per la donna incinta e la permanenza in carcere per gli altri due indagati.