A Porto San Pancrazio testati nuovi sistemi per la ricerca di persone disperse

I droni dei Vigili del Fuoco adibiti alla ricerca di persone disperse sono stati dotati di un'apparecchiatura capace di individuare con precisione la posizione di un telefono cellulare. La nuova tecnologia è stata messa in campo già ieri per ritrovare il corpo della donna srilankese che avrebbe ucciso le due figlie.

Ricerca persone disperse Vigili del Fuoco

Dopo una giornata di ricerche è stato trovato ieri pomeriggio il cadavere della madre delle due bambine uccise ieri a Porto San Pancrazio. Il ritrovamento è avvenuto nel fiume Adige, dove fin da subito si erano concentrate le ricerche, anche con unità cinofile. Per le ricerche sono state messe in campo dai Vigili del Fuoco anche nuove tecnologie per migliorare le operazioni di soccorso. I droni adibiti alla ricerca di persone disperse, già provvisti di termocamere per ricerca in piena oscurità, sono stati infatti dotati di un’apparecchiatura capace di individuare con precisione la posizione di un telefono cellulare.

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Tale strumentazione prende il nome di Lifeseeker. Questo sistema interagisce col telefono da ritrovare attraverso una cella telefonica installata sul drone, che viene progressivamente guidato dal pilota verso il punto indicato. L’uso di questo nuovo strumento, integrato con IMSI Catcher della tipologia Dedalo, ha permesso ieri nel corso di un intervento di ritrovare telefono e alcuni effetti personali e indirizzare le ricerche verso una zona dell’Adige, dove nel tardo pomeriggio è stato rinvenuto il corpo senza vita della donna che avrebbe ucciso le due figlie a Porto San Pancrazio.

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