Terminato il restauro della Colonna di San Marco

La Colonna di San Marco di piazza delle Erbe si svela nella sua originaria bellezza. È terminato il restauro, iniziato tre mesi fa, voluto dalla Famiglia Benetti con il supporto di Rolex, per ridare splendore a uno dei più bei monumenti cittadini. Eretta nel ‘salotto’ scaligero, la scultura marmorea è nota per il Leone alato…

La Colonna di San Marco di piazza delle Erbe si svela nella sua originaria bellezza. È terminato il restauro, iniziato tre mesi fa, voluto dalla Famiglia Benetti con il supporto di Rolex, per ridare splendore a uno dei più bei monumenti cittadini. Eretta nel ‘salotto’ scaligero, la scultura marmorea è nota per il Leone alato che la sovrasta, con il Vangelo aperto e la scritta Pax. 

In collaborazione con il Comune di Verona e la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, il Gruppo Benetti ha sostenuto i costi del restauro con l’obiettivo di restituire alla città, ai suoi cittadini e ai molti visitatori, uno degli scorci più belli della piazza. 

Questa mattina, ad ammirare il monumento restaurato, erano presenti, oltre alla Famiglia Benetti, la vicesindaca e assessora all’Edilizia monumentale Barbara Bissoli, il Soprintendente Vincenzo Tinè, la restauratrice Francesca Mariotto, assieme alla squadra di professionisti che ha realizzato il cantiere e i lavori. 

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Parola a Roberto Benetti

«Siamo davvero orgogliosi di aver riportato all’antico splendore un importante monumento cittadino e di aver contribuito ad accrescere la bellezza di un angolo della nostra splendida città – ha spiegato Roberto Benetti -. Piazze Erbe è visitata ogni anno da milioni di persone ed è uno dei luoghi più amati dai veronesi: il nostro impegno per l’arte e la cultura non poteva rivolgersi altrove. La nostra presenza su questa piazza vuole, infatti, diventare occasione per partecipare fattivamente alla tutela e alla valorizzazione del bello che ci circonda».

La vicesindaca Barbara Bissoli

«Siamo felici che questo bene venga restituito alla città nella sua originaria bellezza  – ha detto la vicesindaca Barbara Bissoli -. Un intervento importante realizzato grazie alla stretta collaborazione tra pubblico e privato e attraverso lo strumento della sponsorizzazione.  Ringrazio la precedente amministrazione che ha creduto nella proposta dell’Edilizia Monumentale sostenendo questo partenariato. Ci tengo a sottolineare che restituiamo alla città il Leone di San Marco in assetto di pace, un auspicio per il governo della città e del Paese».

Il Soprintendente Vincenzo Tinè

«Un bell’esempio di senso civico, un intervento concreto per la tutela dei beni pubblici cittadini, patrimonio di tutti i veronesi – ha aggiunto il Soprintendente Vincenzo Tinè -. Il coinvolgimento dei cittadini è sempre più forte, nostro compito è far sì che realtà private come questa possano collaborare in stretta sinergia con le Istituzioni, per il bene della città».

Sotto l’impalcatura, coperta dalla riproduzione grafica della Colonna di San Marco, hanno collaborato, per 100 giorni, le restauratrici di beni culturali Francesca Mariotto, Adele Trazzi, Cristina Morgani, Cinzia Pastorutti e Francesca Simoni. Un team tutto al femminile che, minuziosamente, ha ridato vita al monumento. La colonna fu eretta nel 1523 durante la dominazione veneziana e il prossimo anno ne ricorre il cinquecentenario. Nel 1797, a seguito dell’entrata dei francesi a Verona, i giacobini veronesi abbatterono il Leone, lasciando la colonna spoglia sia nel periodo dell’occupazione francese che austriaca. Successivamente all’annessione di Verona al Regno d’Italia, il 25 aprile 1886, in occasione delle celebrazioni della festa di San Marco, venne collocato un nuovo Leone alato in pietra bianca, con coda bassa e vangelo aperto con la scritta «Pax». 

Nel 2021, per i 60 anni di attività, la Famiglia Benetti ha aperto un nuovo punto vendita – con uno spazio dedicato a Rolex – nel centro storico, proprio all’angolo tra corso Porta Borsari e piazza delle Erbe, nello storico palazzo Curioni Albertini. Da lì l’idea di Benetti sponsor del restauro del monumento comunale, mediante lo strumento della sponsorizzazione con l’esposizione dei loghi Benetti e Rolex. 

Nel corso dei decenni, Rolex ha dato un contributo unico e duraturo alla cultura attraverso il sostegno di artisti e istituzioni culturali eccezionali come parte dell’eredità del fondatore, Hans Wilsdorf. Il supporto e l’interesse di Rolex per l’architettura fa parte di questa eredità.

Benetti realizzerà anche una monografia e un video sui lavori di restauro, eseguiti con la supervisione e l’approvazione della Soprintendenza, che donerà al Comune di Verona.

IL RESTAURO

Diagnostica del restauro

Il Leone e la colonna presentavano fenomeni di degrado differenti, in quanto di epoche diverse: la struttura marmorea risale al 1523 mentre la scultura è del 1886. Sulla colonna proliferavano colonie biologiche che annerivano gran parte della superficie ed erano presenti anche alcune piante. Il capitello era rivestito da depositi solidificati e da incrostazioni mineralizzate, mentre sulla superficie del leone si erano formate in maniera disomogenea croste mineralizzate di struttura stalattitica. La colonna aveva risentito del dilavamento causato dalle acque meteoriche che aveva prodotto l’apertura di innumerevoli fessure. Il basamento mostrava la presenza di strati alterati di vecchi trattamenti di manutenzione oltre a danni meccanici per la prossimità al piano stradale.

Fasi del restauro

Il monumento è stato, innanzitutto, oggetto di spolveratura preliminare con pennelli e aspiratore. Si è proceduto poi con il trattamento biocida applicato manualmente per due volte, utilizzando fogli in polietilene sigillati per ottenere un effetto “serra” utile a potenziare l’azione del prodotto. Ogni stesura è stata seguita da un risciacquo per l’eliminazione delle biomasse. Le superfici lapidee sono state pulite con impacchi di soluzioni saline. Le restauratrici hanno provveduto alla stuccatura delle lacune e delle fessure con malte di calce aerea e opportuni aggregati, allo scopo di intonare le integrazioni con la materia lapidea antica. Infine, è stato applicato un prodotto consolidante per riaggregare i materiali originali con quelli nuovi.

Analisi diagnostiche

In aggiunta sono state eseguite anche delle analisi per il riconoscimento del litotipo e di alcune sottilissime stratificazioni di cui si ipotizzava un’origine derivante dai trattamenti di finitura originali. È stato inoltre classificato il tipo di pietra costitutivo del leone. Con una complessa indagine tomografica è stata analizzata la propagazione del suono all’interno della colonna per avere una mappatura di eventuali disomogeneità della pietra.

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