Tensioni in Consiglio dei ministri, stralciati commi del “salva-Roma”
Duro scontro in Consiglio dei ministri su “salva-Roma” e caso Siri.
Consiglio dei ministri molto teso, quello della serata di ieri. Assente nelle fasi iniziali Luigi Di Maio, mentre il premier Giuseppe Conte non ha gradito la mossa di Matteo Salvini. Il vicepremier leghista, parlando con i cronisti davanti Palazzo Chigi prima dell’inizio del consiglio dei ministri, aveva annunciato lo stralcio del “salva-Roma” dal decreto crescita. «Non siamo tuoi passacarte», avrebbe detto il capo del governo.
Sul “salva-Roma” passano i commi 1 e 7, stralciati quelli dal 2 al 6. «I debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani» dice Salvini. «È un punto di partenza, sul resto decideranno le Camere» ribattono i 5 stelle.
Caso Siri. «Sì», replica il ministro Matteo Salvini a chi gli chiede se il sottosegretario Armando Siri resterà al suo posto. «Noi siamo assolutamente tranquilli, abbiamo piena fiducia nell’efficienza e nella rapidità della magistratura italiana. Detto questo – aggiunge – in uno Stato di diritto si è colpevoli se si è condannati e non se si finisce sui giornali. Noi siamo assolutamente tranquilli, abbiamo piena fiducia nell’efficienza e nella rapidità della magistratura italiana».
«Ci sono centinaia di Comuni italiani in difficoltà, da Nord a Sud, e da prima forza politica del Paese è nostro dovere aiutarli ed ascoltarli tutti». Ha poi aggiunto in mattinata Matteo Salvini, leader della Lega, tornando sulla vicenda della norma “salva-Roma”.
Interpellato dall’Ansa, il vicepremier Luigi Di Maio all’indomani dello scontro in cdm sul “salva-Roma”, commenta così: «Mi ha stancato questa lite permanente tra un membro del governo e il sindaco di Roma. Si chiariscano se ne hanno bisogno, io penso a lavorare».
«Alzi la mano chi ha capito qualcosa sul decreto salva Roma. Non si capisce nulla perché non hanno deciso nulla. Questo governo continua a litigare e a non decidere. Lo fanno solo perché sono attaccati alle poltrone. E intanto l’Italia (e Roma) affondano». Così il leader Pd Nicola Zingaretti attacca su twitter il governo dopo il cdm di ieri.
Sulla questione è intervenuta oggi anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi: «Salvini aveva una occasione per fare qualcosa di buono per gli italiani con il Salva Italia. Avrebbe cancellato 2 miliardi e mezzo di debiti a carico di tutti gli italiani. Sono certa che il parlamento riuscirà ad intervenire e a correggere tutto questo».
Sulla stessa linea del vicepremier Salvini, anche il capogruppo della Lega in Campidoglio Maurizio Politi, il quale parlando del decreto “salva-Roma” ha detto che «Il problema di Roma non è in sé il debito storico, ma la riforma istituzionale che purtroppo il sindaco Raggi non è stata in grado di proporre seriamente al Governo. Noi come Lega con l’ok di Salvini stiamo lavorando ad una proposta autonoma che presenteremo e contiamo venga approvata dal Parlamento per dare veramente a Roma oltre che le risorse anche i poteri istituzionali. Ci vuole una risposta organica». (Ansa)
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