Tensione col governo. Zaia: «Ordinanza pronta, ma attendo DPCM»
Luca Zaia ha preparato il testo della nuova ordinanza che entrerà in vigore entro la mezzanotte di oggi. Il documento, però, non è ancora omologato perché prima il Presidente della Regione vuole vedere il testo definitivo del DPCM firmato dal Premier Conte. Nella scorsa notte una querelle tra il governo e i presidenti di regione ha creato tensione, apparentemente risolta soltanto alle due di questa mattina.
«Come sapete abbiamo fatto un percorso con il Governo per evitare che le istruzioni per la riapertura fossero quelle dell’Inail, c’era l’accordo verbale nel riconoscere nel nuovo DPCM le linee guida delle regioni per ogni categoria, e l’Esecutivo si era impegnato di recepire le nostre indicazioni. – ha spiegato Zaia – Nella bozza che per legge le regioni devono confermare, di queste linee non c’era traccia. Si è deciso quindi in tarda serata di incontrare Conte e il dibattito ha raggiunto un livello di tensione abbastanza elevato, risolto solo dalla promessa di inserire nel DPCM, come allegate, le indicazioni arrivate dalle Regioni».
«Per questo devo ancora firmare la mia ordinanza, prima voglio il testo definitivo firmato dal Premier. – ha proseguito il governatore – La mia impressione è che a Roma manchi completamente la visione autonomista e che l’autonomia, che noi continueremo a rivendicare, sia vista come una cessione di potere anziché una consegna di responsabilità».
Zaia poi ha ricordato i numeri dell’epidemia, dei quali due sono significativi per fare dare un’indicazione sulle scelte future. «Ad oggi abbiamo effettuato 506.743 tamponi, i positivi sono 18.939, in isolamento 3.979, i ricoverati sono 601, le terapie intensive sono 50, i dimessi 3.179, i morti 1792 (1316 in ospedale), 81 i nati. – ha sottolineato Zaia – Di questi numeri, quelli che ci danno un’idea di come proseguiremo sono quelli delle terapie intensive, che al 3 maggio erano 99, oggi 50, e i ricoverati 1056, oggi 601».
«Il modello ha rispettato le previsioni, siamo in calo. E’ chiaro che se la 2 giugno ci sarà un innalzamento di questi fattori, saremo costretti a tornare indietro con le restrizioni. – ha rimarcato il Presidente – Ribadisco l’obbligatorietà della mascherina e dei dispositivi. Nella nuova ordinanza ho introdotto sanzioni da 500 a 3000 euro per chi non la indosserà uscendo di casa».
Per quanto riguarda la nuova ordinanza, Zaia ha anticipato le attività che riapriranno da domani: la ristorazione, compresi bar, paninoteche, pizzerie, trattorie…; gli stabilimenti balneari con 1,5 metri di distanza tra uno sdraio e l’altro, e 10 metri tra un ombrellone e l’altro; le strutture alberghiere ed extra alberghiere compresi B&B e agriturismi; i rifugi alpini, i campeggi “open air che ospitano tende, roulotte, camper; tutti i servizi alla persona parrucchiere, barbieri, centri estetici con esclusione dei tatuatori per disposizioni sanitarie, dei trattamenti con bagno turco, di saune e attività termali; i mercati, compresi quelli degli hobbisti e dell’antiquariato; aperte le piscine pubbliche e private; aperte le palestre mantenendo le distanze tra le persone, i centri sportivi all’aperto e al chiuso; parchi zoologici, parchi botanici e consentita attività di manutenzione del verde; aperti gli impianti a fune; musei, archivi e biblioteche; attività di produzione teatrale, senza pubblico; riammessi in azienda stage e tirocini.
Rimangono chiusi centri culturali, sociali, discoteche, sale bingo, sale scommesse, parchi divertimento.
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