Tensione a Verona per la visita del ministro Piantedosi: previsto un presidio

Martedì 8 ottobre arriverà in visita a Verona il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per discutere di sicurezza e criminalità organizzata. Un gruppo di associazioni critica la «prevenzione securitaria» e annuncia un presidio di protesta.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è atteso a Verona l’8 ottobre, come lui stesso aveva promesso due mesi fa. L’appuntamento, fortemente voluto dal sindaco Damiano Tommasi, vedrà il ministro impegnato in una serie di incontri cruciali per la sicurezza della città scaligera.

Intanto, in vista dell’appuntamento, si alza la tensione in città con un gruppo di associazioni che ha organizzato un presidio di protesta in piazza Viviani, l’8 ottobre 2024 dalle 9 alle 13, a pochi metri dalla sede della Prefettura, dove il ministro parteciperà al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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AGGIORNAMENTO: la visita di Piantedosi a Verona è stata rimandata.

La visita di Piantedosi a Verona

Il programma prevede la partecipazione di Piantedosi al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, dove si confronterà con l’Amministrazione locale e i vertici delle Forze dell’ordine. Al centro dell’agenda, temi di primaria importanza come la lotta alla criminalità organizzata e il potenziamento delle misure di sicurezza urbana.

Un punto chiave della discussione sarà la richiesta di distaccare un magistrato della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) a Verona, una mossa che potrebbe rafforzare significativamente la presenza dell’Antimafia sul territorio.

Lo scorso giugno si era tenuto un incontro a Roma, al ministero, su questi temi, con la presenza del sindaco Damiano Tommasi, dell’assessora alla Sicurezza, Legalità e Trasparenza Stefania Zivelonghi, del presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini e del coordinatore dei Sindaci della Provincia di Verona per Avviso Pubblico Daniele Zivelonghi. In collegamento anche il coordinatore nazionale dell’associazione Avviso Pubblico, Pierpaolo Romani.

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L’opposizione a Piantedosi e il presidio

Le associazioni contestano il disegno di legge sulla sicurezza (DDL 1660), ritenuto una minaccia ai diritti umani e al dissenso. Dicono in un comunicato: «La sicurezza che il Ministro Piantedosi, prefetto in carriera, persegue, è quella che uccide la libertà, rappresenta un pericolo per la democrazia ed è creata proprio per seminare l’insicurezza e preparare il terreno alla repressione più bieca e brutale».

Il comunicato critica la politica securitaria della città di Verona, che viene vista come un laboratorio per l’applicazione di misure autoritarie. E inoltre si dice: «Piantedosi viene a Verona perché proprio qui qualcuno reclama la città metropolitana per avere più polizia urbana. Verona di recente ha ripetutamente spettacolarizzato gli interventi di polizia contro la microcriminalità, assurta al grado di criminalità organizzata». Il riferimento è alle ripetute richieste dell’Amministrazione comunale di attivare un percorso per la costituzione della città metropolitana e alla recente retata nei confronti degli spacciatori in Veronetta.

Le associazioni che aderiscono al presidio:

  • Osservatorio Migranti Verona
  • Rifondazione Comunista
  • Infospazio 161
  • Pink / Pink Refugees LGBTE Verona
  • Sinistra Italiana
  • Rete Verona per la Palestina
  • Laboratorio Autogestito Paratodos
  • Mediterranea Saving Humans.

Le associazioni criticano inoltre «la notizia che il Questore ha vietato l’utilizzo di amplificazioni durante la manifestazione/presidio. Non abbiamo memoria che sia mai successo. È tutto molto, troppo coerente. Non un bell’esordio per il nuovo Questore Rosaria Amato, le cui scelte saranno però senz’altro apprezzate dal ministro».

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