Tav a Verona, Segala replica al Pd: «Svarioni da D’Arienzo e Benini»

Alta velocità. L'assessora Segala replica al Pd. Sulla tratta Verona-Brennero: «Troppi svarioni da D'Arienzo e Benini». Sulla zona est: «Suggerimenti utili da Vallani, ma sui quali stiamo già lavorando».

Ilaria Segala blocco blocchi euro 4
Ilaria Segala, assessora all'urbanistica e all'ambiente del Comune di Verona

Si anima il dibattito sui cantieri Tav a Verona

Non si è fatta attendere la replica dell’assessora del Comune di Verona Ilaria Segala, dopo che gli esponenti del Pd Vincenzo D’Arienzo e Federico Benini l’avevano accusata di eccedere con gli annunci sull’alta velocità.

«Prosegue la saga D’Arienzo e Benini, affetti da “annuncite” a vuoto. Non so dove abbiano visto o letto “roboanti” dichiarazioni sulla Tav, quello che è sotto gli occhi di tutti è che, mentre noi, passo dopo passo, informiamo la città sul procedere di questa grande opera strategica, loro diffondono notizie non vere, creando confusione. Solo qualche giorno fa abbiamo ricevuto da Rfi, per la prima volta, il tracciato esatto delle trincee e gallerie di San Massimo e Parona. Darne notizia ai veronesi ci sembrava doveroso. Mentre è falso che ci sono dal 2018 le schede tecniche degli immobili da espropriare».

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Così l’assessora alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala replica al senatore Vincenzo D’Arienzo e al capogruppo del Pd in Consiglio comunale Federico Benini, in merito alle dichiarazioni rilasciate sul tratto dell’alta velocità in uscita da Verona verso il Brennero.

«Un senatore, che è anche membro di una commissione tecnica, dovrebbe sapere che senza lo studio di prefattibilità, in arrivo da Rfi il prossimo mese, non possiamo sapere chi e come verrà espropriato» prosegue Segala. «Non è vero, quindi, che il Comune dal 2018 è in possesso di questo dato e delle relative schede tecniche. Uno svarione dietro l’altro».

«D’Arienzo, inoltre, non sa o non vuol sapere che, nel 2020, è stata Rfi a togliere dal protocollo che sia il Comune a trovare le aree per gli espropriati perché questa soluzione nel resto d’Italia si è dimostrata un fallimento. Dagli strafalcioni ai granchi colossali. Senatore e consigliere, insieme, per portare avanti la loro ‘annuncite’ fanno finta di non saper distinguere tra un infopoint e un garante, equiparandoli. Ebbene, sveliamo loro che il primo è un punto informazioni che verrà allestito da Rfi, mentre il secondo è un tecnico comunale che metteremo a disposizione per essere ancora più vicini ai cittadini, soprattutto agli espropriandi, ed essere presenti sul territorio coinvolto dall’opera».

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Il consigliere Stefano Vallani, sempre Partito Democratico, si era invece concentrato su alcuni dubbi relativi ai cantieri nella parte est di Verona. «Per quanto riguarda i suggerimenti del consigliere Stefano Vallani – conclude Segala –, come abbiamo già detto, qualsiasi spunto che arriva da chi vive il territorio è prezioso e ben accetto. Ma sono idee e alternative alle quali stiamo già lavorando per ridurre al massimo l’impatto del cantiere di questa grande opera sui nostri quartieri».

«Abbiamo anche già fatto alcuni incontri per approfondire le questioni che toccheranno da vicino i veronesi, l’ultimo al Pestrino con le scuole e il consorzio incaricato dei lavori Iricav Due. Ci è stato detto che nel dettaglio delle soluzioni viabilistiche si potrà andare quando sarà stata individuata la ditta esecutrice».

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