Tari, il Comune di Verona stanzia un contributo di 2 milioni di euro

Un contributo di 2 milioni 300 mila euro è stato stanziato dal Comune di Verona nell’anno 2020 per andare in aiuto, con lo sgravio di una quota Tari, alle categorie economiche colpite dall’emergenza Covid.

Un contributo di 2 milioni 300 mila euro per ridurre i costi delle utenze Tari, la tassa sui rifiuti. E’ quanto è stato stanziato dal Comune di Verona nell’anno 2020 per andare in aiuto, con lo sgravio di una quota Tari, alle categorie economiche colpite dall’emergenza Covid.

«Accogliamo con soddisfazione questa decisione – commenta Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – perché la TARI, per certe imprese, può rappresentare un onere di migliaia di euro. Si va dagli importi medi inferiori a 200 o 300 euro, per un negozio tipo di acconciatura, sino agli oltre 2 mila per una azienda tipo manifatturiera, con punte anche di 4 mila euro».

Chi ne ha diritto

Il contributo è destinato alla riduzione della parte variabile delle utenze non domestiche ed è quindi rivolto a commercianti, artigiani e liberi professionisti che, in questo anno, a causa del periodo di lockdown e delle limitazioni collegate alla pandemia, hanno subito perdite economiche per la sospensione e la diminuzione delle loro attività. Sono 15mila i soggetti che ne beneficeranno, di cui 11mila e 400 commercianti e artigiani, mille e 500 studi professionali e 2mila utenze varie tra scuole, associazioni, industrie, banche.

Calcolo dello sgravio Tari

Il Comune ha deliberato di quantificare il contributo in base ai giorni di chiusura subiti dalle imprese durante il lockdown della scorsa primavera. Per il calcolo della parte variabile del tributo si va dai 52 giorni di esclusione per esposizioni, autosaloni, alberghi, attività ricettive, bar, esercizi di ristorazione, pasticcerie, banche, studi professionali, agenzie assicurative, carrozzerie, officine, commercio all’ingrosso e al dettaglio di fiori; ai 32 giorni di esclusione per commercio al dettaglio di abbigliamento per bambini e neonati, commercio all’ingrosso di abbigliamento, commercio all’ingrosso e al dettaglio di libri, cartolerie e ferramenta. Per le altre categorie è stata applicata una riduzione forfettaria pari al 25%, in cui rientrano musei, gallerie d’arte, biblioteche, cinema, teatri, impianti sportivi, commercio calzature, parrucchieri, estetisti e discoteche.

Il nuovo contributo è stato illustrato questa mattina dal sindaco Federico Sboarina insieme all’assessore al Bilancio e Tributi Francesca Toffali. Presenti l’amministratore unico di Solori Marco Vantin, il presidente di Confcommercio Paolo Arena e il presidente di Confartigianato Roberto Iraci Sareri.

«Abbiamo raschiato il fondo di tutti i barili per reperire risorse aggiuntive» sottolinea il sindaco. «Nonostante gli oltre 60 milioni di minori entrate registrati quest’anno dall’ente, abbiamo destinato 2 milioni e 300 mila euro in aiuto alle attività economiche in difficoltà per abbassare la tassa sui rifiuti. Un’azione importante per andare incontro a quanti, nonostante il difficile periodo, sono quotidianamente impegnati a mantenere vivo l’ampio ed articolato patrimonio economico veronese».

«Si tratta di 15 mila soggetti, fra imprese e libere professioni, che potranno beneficiare di un aiuto immediato sul pagamento delle quote Tari di quest’anno. Un ulteriore sostegno che si aggiunge agli altri interventi attivati in favore della cittadinanza, tra cui ricordo: il fondo affitti, con 650 mila euro destinati alle famiglie veronesi con Isee fino a 15 mila euro; 300 mila euro stanziati in favore di associazioni sociali, sportive e culturali; rateizzazione in 24 rate dei canoni di concessionari impianti sportivi ed esonero al pagamento Imu anche per attività collegate a fiera, cultura, spettacolo, teatro, sport e turismo; oltre a tutti gli sgravi fiscali, proroghe, contributi e agevolazioni riconosciute per venire incontro alle categorie più colpite dal lockdown» conclude il sindaco.

«Con un bilancio che supera i 60 milioni di euro di minori entrate – ricorda l’assessore Toffali – ed un Dpcm che obbliga le pubbliche amministrazioni ad effettuare sgravi senza prevederne ristori, il Comune di Verona risponde con la destinazione di 2 milioni 300 mila euro in favore delle utenze Tari di imprese e professionisti. Una scelta coraggiosa, quasi spregiudicata dal punto di vista gestionale, che ha come unica finalità la destinazione di aiuti concreti ed immediati per il nostro tessuto economico».

«Le risorse destinate, infatti, ci consentono di supportare quanti hanno dovuto bloccare le proprie attività durante il lockdown, permettendo il riconoscimento di una riduzione della quota tari pari ai giorni di chiusura sostenuti» conclude l’assessore. «Una scelta forte, che sono certa verrà apprezzato dalle moltissime utenze non domestiche che ne beneficeranno. La grande azienda complessa del Comune di Verona, anch’essa duramente colpita dalla crisi economica determinata dalla pandemia, invece di applicare agevolazioni dilazionate nei prossimi tre anni contributivi, decide controcorrente, di farsene carico e di impiegare risorse per dare subito aiuto a chi è più nel bisogno».

«Ringraziamo Solori e il Comune di Verona che ha deliberato questa operazione – spiega il Presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena – è un momento di eccezionale difficoltà per le imprese rappresentate da Confcommercio Verona. I provvedimenti degli ultimi Dpcm significheranno l’uscita dal mercato di decine e decine di aziende, dopo che molte altre avevano chiuso i battenti a causa della prima ondata della pandemia. La nostra Associazione è vicina agli imprenditori per supportarli a 360 gradi in questo momento unico dal Dopoguerra a oggi e continuerà a farlo, ma serve il contributo di tutti, dalle istituzioni agli enti pubblici e privati, per non assistere al tracollo del terziario di mercato e alla distruzione del patrimonio economico veronese».