Tamponi in piazza? Si accende la discussione

Nel prossimo weekend atteso a Verona il "tampon-spritz", lo screening, su base volontaria, nelle piazze centrali delle città venete. Idea da ampliare e rendere più strutturata secondo il consigliere regionale Alberto Bozza, «Pura follia» secondo Benini e D'Arienzo del Pd.

Il centro di Verona la domenica di San Valentino
Il centro di Verona la domenica di San Valentino, 14 febbraio 2021

Lo scorso fine settimana i “tampon-spritz“, così sono stati definiti, hanno debuttato a Padova. Questo weekend arrivano a Verona. Si tratta di ambulatori mobili dove poter effettuare un tampone rapido di ultima generazione, nelle principali piazze della vita sociale, nelle città del Veneto. Si tratta di un’iniziativa della Regione.

Il presidente Luca Zaia lo aveva definito, lo scorso 5 febbraio, uno «screening di socialità». L’iniziativa ha infatti lo scopo di comprendere «l’andamento della diffusione del virus durante i momenti di socializzazione». Le persone potranno sottoporsi al test in modo volontario.

Il consigliere Alberto Bozza rilancia: «L’idea coinvolga anche i privati»

Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza accoglie l’iniziativa con favore: «È un’idea meritoria che può servire a sensibilizzare ed incentivare i nostri giovani a monitorarsi, essendo loro potenzialmente serbatoi asintomatici di trasmissione del virus data l’attività sociale».

Alberto Bozza
Alberto Bozza

E rilancia: «Tuttavia credo che l’esperimento potrebbe essere sviluppato in modo più strutturale e continuativo e non solamente relegato a dei fine settimana una tantum, magari coinvolgendo sia le strutture pubbliche che quelle private, incluse le farmacie, con nuove convenzioni studiate appositamente per i ragazzi sulla falsariga di quella istituita tra Regione e Farmacie per i tamponi a 26 euro a favore della cittadinanza»

LEGGI ANCHE: Test rapidi in farmacia. Padovani: «Concretizzati mesi di lavoro»

«La capillarità territoriale nel servizio di prevenzione è fondamentale – dice Bozza – che si tratti di tamponi o di vaccini. Al Senato lo ha ribadito anche il Premier Draghi in merito alla campagna vaccinale, sostenendo che proprio sull’esempio di quanto fatto con i tamponi anche le vaccinazioni vanno rese possibili in tutte le strutture pubbliche e private disponibili, al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati».

E quindi, conclude Bozza, «anche sulla profilassi torna d’attualità la mia proposta di coinvolgere i medici di base e le farmacie nella campagna vaccinale».

LEGGI ANCHE L’INTERVISTA AD ALBERTO BOZZA:
«Il Covid ha creato nuovi spazi di autonomia» per la Regione

Critiche dal Pd: «Autorizzare gli assembramenti è pura follia»

«L’idea della Regione, accolta come al solito supinamente dal Comune di Verona, di fare i tamponi a coloro che intendono frequentare i locali pubblici del centro città durante il weekend è pura follia!». Così il senatore del Pd Vincenzo D’Arienzo e il capogruppo in consiglio comunale Federico Benini.

Federico Benini
Federico Benini

«È esattamente il contrario di quello che va fatto ed in questo modo si favorisce la diffusione dei contagi. È uno schiaffo ai mirabili sforzi che tanti, a partire dai sanitari, stanno facendo per evitare il propagarsi del virus. La proposta è sbagliata, culturalmente e dal punto di vista sanitario» commentano i due esponenti del Partito Democratico.

«Una cosa simile crea la diffusa convinzione che l’assembramento sia possibile se i partecipanti siano tamponati. È come dire che può uscire di casa per andare al bar o al supermercato solo chi ha fatto il tampone! Una scemenza, perché le regole della mascherina e della distanza restano insuperabili. Non solo per legge, ma perché é l’unico antidoto per ostacolare il virus. Altre ipotesi, come questa, è roba da azzeccagarbugli».

«Inoltre, poiché il tampone rapido, purtroppo, ha una percentuale fisiologica di falsi negativi, si rischia di consentire ufficialmente ad un inconsapevole contagiato di partecipare all’assembramento. Queste due certezze demoliscono tutte le buone pratiche che la comunità scientifica suggerisce ed i grandi sacrifici che stiamo compiendo» aggiungono i dem.

«Perché buttare via i soldi pubblici per un’idiozia simile? Possibile che Zaia non sappia fare altro che rischiare di favorire la diffusione dei contagi? Mentre in giro si torna al lockdown, qui si invita a far festa».

LEGGI LE ULTIME NEWS

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?👉 È GRATUITO!👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM

Vincenzo D'Arienzo
Vincenzo D’Arienzo. Foto dal sito vincenzodarienzo.it

«Peraltro, non essendoci nessun obbligo per i frequentatori dei locali a fare il tampone, è certo che molti non lo faranno e parteciperanno comunque all’assembramento. Il rischio è evidente, anche per chi il tampone lo fa. Il buon senso direbbe di fare ben altro».

«Auspico l’intervento del Comitato Tecnico Scientifico, affinché sia posta la parola fine a queste stavaganze. La diffusione dei contagi non riguarda solo i frequentatori della movida, ma tutti noi, visto che chiunque frequenta chiunque e ovunque. Non si preoccupino gli esercenti: meglio sopportare qualche sensata restrizione che tornare in fascia arancione o addirittura rossa. A quel punto il danno sarebbe molto maggiore. Non vorremmo che a Verona tornassimo come qualche settimana fa. Le bare ammassate negli ospedali noi non le dimentichiamo» concludono D’Arienzo e Benini.

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?👉 È GRATUITO!👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM