Svelato l'identikit del turista medio veronese

Per la prima volta, grazie all’indagine eseguita su un vasto campione, è stato individuato l’identikit del “tipico turista veronese”. L’indagine è stata svolta dall’assessorato al Turismo della Provincia con la collaborazione di 192 operatori del comparto ricettivo, commerciale e dei servizi e di Confindustria e Confcommercio.

L’analisi indica quattro tipologie di turista: l’escursionista in giornata, chi pernotta, il turista italiano e il turista straniero. In generale si può affermare che il turista rimane in media 2,2 giorni a Verona e, dal punto di vista demografico, l’età media è di 39 anni, leggermente più alta rispetto alla media nazionale che si attesta sui 37.

La motivazione principale che spinge a trascorrere una vacanza nella città scaligera è collegata alla presenza di monumenti storici da visitare (54%), ma in termini turistici comportamentali emerge al primo posto la volontà di partecipare ad eventi teatrali e musicali (56%). Dal punto di vista economico dai dati si evince che la spesa media pro capite giornaliera è di 122 euro, 9 euro in più al dato rilevato nelle altre città d’arte italiane (113 euro). Inoltre, il nucleo di vacanza è formato in media da 2,4 persone, ed è agosto il mese in cui il turista si dichiara maggiormente soddisfatto (7,7%).

Un’altra classificazione distingue il “nuovo” turista da quello “vecchio”: il primo è l’ospite che per la prima volta soggiorna a Verona, il secondo è colui che ha già soggiornato in città. I dati affermano che il “nuovo” turista è meno esigente rispetto al “vecchio”, ma allo stesso tempo maggiormente sorprendibile. Per il turista “vecchio” e quindi fidelizzato, infatti, vale la logica per cui, avendo già soggiornato a Verona, ha avuto la possibilità di conoscere e apprezzare quello che la città offre oltre all’attrattiva artistico-culturale, ovvero l’enogastronomia locale e lo shopping.

Per quanto riguarda, invece, la percezione qualitativa della città, il turista straniero si dichiara più soddisfatto rispetto a quello nazionale, anche se la propensione a tornare è inferiore al turista italiano (83,2% < 90,3%). Questo è dovuto logicamente alla maggior voglia a cambiare destinazioni più che per motivi qualitativi.

Infine, lo studio ha rilevato, attraverso oltre 13.000 questionari, i canali promozionali utilizzati dai visitatori, le loro motivazioni e l’attività svolta durante la visita. L’analisi ha esaminato nel dettaglio anche le valutazioni dei principali fattori di servizio della città: l’arredo urbano, la pulizia, la sicurezza, i parcheggi, i monumenti, le mostre, i musei, gli eventi musicali…

“Il dato che maggiormente ci ha colpito è quello relativo alla fidelizzazione del turista" ha dichiarato l’assessore al Turismo Ruggero Pozzani "9 persone su 10 tornano una seconda volta a Verona, la nostra città, infatti, gode di uno zoccolo duro di ‘affezionati’ pari al 63%. Ma questa non è l’unica informazione importante emersa dallo studio, che è stato fatto per la prima volta. Realizzare questa indagine qualitativa sui flussi turistici è stata infatti un’esigenza sentita dagli operatori nel settore. La Provincia ha condiviso la questione e, accanto alla nostra normale competenza sui dati quantitativi, ci siamo impegnati per realizzare uno strumento che aiuterà le Amministrazioni e gli imprenditori a migliorare l’offerta e facilitare il ritorno del turista a Verona. Adesso sappiamo esattamente quali sono le aspettative e le richieste del turista e possiamo dire che la nostra offerta è in grado di soddisfare nuclei di 3-4 persone, ovvero le famiglie che rappresentano un target complesso da accontentare. Comprendendo le esigenze e i desideri del visitatore, sono certo che Verona sarà sempre più una destinazione turistica competitiva a livello internazionale. Il numero di questionari è stato ingente e questo ci permette di avere un panorama veritiero di risposte, ottenendo dunque un profilo a 360 gradi del ‘tipico turista veronese’”.

La Redazione