“Suona Tre Volte”: a Verona il progetto per l’accessibilità nei distributori di benzina
Redazione
Da oggi anche a Verona le persone con disabilità potranno fare rifornimento in autonomia senza costi aggiuntivi, grazie al progetto “Suona Tre Volte”, già avviato con successo a Padova. L’iniziativa, presentata stamattina in città, consente agli automobilisti con disabilità di ricevere assistenza alle pompe self-service semplicemente suonando tre volte il clacson.
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L’adesione dei distributori sarà segnalata da un adesivo con il logo della campagna, così da rendere facilmente riconoscibili le stazioni di servizio che partecipano al progetto. Il personale in servizio risponderà alla segnalazione, garantendo ai titolari di contrassegno l’accesso al rifornimento senza obbligo di recarsi alle pompe “servite”, solitamente più costose.

Un gesto di civiltà e inclusione
L’iniziativa nasce dal desiderio di abbattere le barriere quotidiane che molte persone con disabilità incontrano negli spostamenti. L’assessora al Sociale del Comune di Verona, Luisa Ceni, ha sottolineato il valore sociale del progetto:
«Questa idea è nata da un colloquio con la direttrice dell’ULSS 9, la dottoressa Benini, che mi ha raccontato dell’iniziativa a Padova. Ho subito pensato che fosse una grande opportunità per Verona e ho coinvolto gli attori del territorio. È un piccolo gesto, a costo zero, ma con un enorme valore di civiltà e inclusione. La Consulta per la Disabilità del Comune di Verona ha dato il suo pieno supporto, perché iniziative come questa possono davvero cambiare il volto di una città».

Anche il mondo del commercio ha accolto con favore il progetto. Il vicepresidente di Confcommercio Verona, Nicola Baldo, ha evidenziato l’importanza della solidarietà tra cittadini e imprese: «È un’iniziativa che non costa nulla né ai gestori né agli utenti, ma che può fare molto per chi ha bisogno di assistenza. Un gesto di attenzione che può migliorare la qualità della vita di tante persone».
Il presidente provinciale di Figisc, Stefano De Beni, ha sottolineato l’importanza di un’iniziativa del genere in un contesto in cui i distributori sono sempre più automatizzati e privi di personale: «Oggi il 90% degli impianti funziona in modalità self-service, senza addetti. Questo progetto è un piccolo ma significativo segnale di attenzione verso chi ha più difficoltà, dimostrando che la modernizzazione non deve andare a discapito dell’inclusione».
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