Suicidio assistito, banco di prova per le regionali
Come abbiamo ricordato sul nostro sito questa mattina, la Regione del Veneto si trova al centro di un acceso dibattito riguardante il disegno di legge (ddl) sul suicidio assistito. La proposta, promossa dall’associazione Luca Coscioni, è stata definita da alcuni come “una forzatura ideologica, ingiusta e incostituzionale“. Altri, tuttavia, la vedono come un passo avanti verso la civiltà e il rispetto delle scelte individuali.
Le posizioni divergenti tra il presidente Luca Zaia (Lega) e dell’assessore Elena Donazzan (Fratelli d’Italia), aprono uno scenario più ampio che riporta all’appuntamento dell’autunno 2025 con le elezioni regionali.

Il dibattito interno alla Regione
Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, ha espresso sostegno al ddl, posizione che ha generato disaccordo anche all’interno del suo stesso partito, la Lega. Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, ha espresso rispetto per la posizione del governatore, ma ha chiarito che «lo Stato non deve aiutare a morire, ma a vivere nelle migliori condizioni possibili». Una posizione, quella di Zaia, che ha messo in guardia anche i movimenti Provita & Famiglia, che hanno tappezzato mezzo Veneto con un cartellone pubblicitario che parla di “tradimento” qualora la proposta di legge fosse approvata in Regione.

Le preoccupazioni di Elena Donazzan
Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione e alla Formazione della Regione, ha espresso preoccupazioni significative. In un’intervista rilasciata a Il Timone, ha menzionato di aver percepito pressioni sia interne che esterne per l’approvazione del ddl. Donazzan teme che la legge, se approvata, potrebbe andare contro la cultura veneta di cura e accompagnamento dei fragili, entrando in un territorio legislativo che esula dalle competenze regionali.

La posizione di Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia, il partito di Donazzan, ha mantenuto una posizione ferma e unanime contro il ddl. Hanno sollevato questioni di costituzionalità e competenza, riuscendo a evitare un voto in Commissione.
Salute e cure palliative
Donazzan ha espresso preoccupazioni anche sul fronte delle cure palliative. Secondo i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), il Veneto, nonostante sia una regione virtuosa, ha carenze proprio nelle cure palliative. L’approvazione del ddl potrebbe, secondo Donazzan, portare a trascurare questo aspetto fondamentale dell’assistenza sanitaria.
La situazione in Veneto evidenzia una divisione non solo politica ma anche culturale e ideologica. La decisione che verrà presa riguardo al ddl sul suicidio assistito potrebbe non solo influenzare la legislazione regionale, ma anche delineare un trend per il resto d’Italia. La discussione aperta e le diverse opinioni rappresentano un momento cruciale per la definizione dei valori e delle priorità nella gestione della fine della vita in Italia e potrebbero rappresentare anche un primo banco di prova per gli schieramenti che si presenteranno ai prossimi appuntamenti con le elezioni regionali.
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