Strage di Capaci, cerimonia in municipio a Verona per il 30° anniversario

A trent'anni dalla strage di Capaci il Comune di Verona commemora gli eroi della lotta alla mafia. Questa mattina cerimonia in municipio.

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Nel trentennale della strage di Capaci, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e magistrato Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta, l’amministrazione comunale di Verona partecipa alle commemorazioni nazionali con una cerimonia in municipio, nella hall da poco intitolata ai due simboli della lotta alla mafia, i giudici Falcone e Paolo Borsellino, assassinato il 19 luglio dello stesso anno.

Presenti il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Sicurezza Marco Padovani, il vice prefetto Carla Leo, il comandante della Polizia locale Luigi Altamura con una rappresentanza dei nuovi 30 ufficiali e dei due vicecomandanti Davide Zeli e Massimo Pennella, in rappresentanza del Comando impegnato nella lotta all’illegalità. Hanno partecipato anche i ragazzi delle classi 5° E ed F del Liceo scientifico Messedaglia accompagnati dall’insegnante, professoressa Stefania Lombardo.

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Nell’autunno 2017, per la prima volta, il Comune di Verona ha aderito ad “Avviso Pubblico“, l’associazione che mette in rete gli enti locali impegnati in progetti di prevenzione e contrasto alla mafia e alla corruzione. Tante le iniziative realizzate su questo fronte, dall’Agenda pubblica per la trasparenza degli incontri tra amministratori, enti, associazioni e stake holders ai progetti con le scuole e le istituzioni locali. Negli ultimi mesi sono due i protocolli sottoscritti dal Comune per contrastare l’illegalità nelle sue diverse forme.

Il primo con Provincia e Guardia di Finanza, per garantire trasparenza e correttezza nell’utilizzo dei fondi legati al Pnrr, uno strumento per assicurare un flusso reciproco di notizie utili e di dati al fine di una maggiore efficacia nel perseguimento dei rispettivi fini istituzionali. Il secondo, con Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli per la garanzia e tutela della leale concorrenza, al fine di contrastare la diffusione sul mercato di merci contraffatte a discapito dei prodotti originali, prevenendo gli effetti nocivi sul consumatore finale.

Proprio questa mattina, inoltre, come già accaduto per le elezioni amministrative del 2017, il sindaco ha firmato l’appello di Avviso Pubblico che, in vista del voto del 12 giugno, impegna i candidati al rispetto di dieci punti con azioni concrete contro l’illegalità.

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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

«Legalità e trasparenza hanno caratterizzato il mio operato di amministratore sin dal primo giorno – ha detto il sindaco – Credo fermamente che non ci sia altra strada da seguire, questa è la via maestra e da quando sono sindaco sono sempre stato in prima fila per contrastare ogni forma di illegalità. Ne sono prova le numerose collaborazioni avviate tra Comune, istituzioni ed enti del territorio, ma anche l’importante attività di sensibilizzazione nelle scuole, perché l’educazione alla legalità è fondamentale».

Ha continuato Sboarina: «Ai ragazzi voglio dire che a Verona il 23 maggio viene ricordato tutti i giorni, con i fatti. Perché la legalità è un valore che si coltiva quotidianamente, partendo dalle piccole azioni che ciascuno può fare, tenendo la schiena dritta e scegliendo la strada dell’onestà e della legalità anche se è la più difficile. Cogliamo l’occasione di questa tragica ricorrenza per ribadire con la massima fermezza che nel nostro territorio non c’è spazio per la criminalità organizzata e che qui in Comune il malaffare non deve nemmeno avvicinarsi. A Verona non funziona la concorrenza sleale di chi pensa di muoversi attraverso vie traverse, abbiamo scelto solo una via maestra: quella dell’onestà. Il muro invalicabile è già stato alzato, insieme alle istituzioni, alla Forze dell’Ordine e alle associazioni, questo è il percorso tracciato che continueremo a percorrere».

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«Falcone e Borsellino sono stati due grandi magistrati ma soprattutto due uomini coraggiosi» ha detto il vice prefetto Leo. «Due eroi che tali devono essere anche per i giovani che non li hanno conosciuti e per le future generazioni. Conoscere è fondamentale e indispensabile, perché dalla conoscenza nasce la consapevolezza delle nostre azioni. La legalità deve essere la stella polare delle nostre scelte di vita. Oggi, la mafia non è più solo sangue e stragi, oggi la mafia è più finanziaria che sanguinaria. Lo Stato ha fatto tanto e altrettanto sta facendo sul territorio anche con il supporto delle Prefetture. Ringrazio l’Amministrazione per la preziosa collaborazione e per l’altissima attenzione su questi temi».

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«La Polizia locale combatte l’illegalità su tutti i fronti, h24, 7 giorni su 7» ha aggiunto il comandante Altamura. «Dalla tutela delle persone anziane al controllo costante delle aree cittadine più a rischio come le zone vincolate dal punto di vista architettonico e paesaggistico con una forte azione contro l’abusivismo edilizio; dalla contraffazione di prodotti falsi e nocivi per i consumatori, gestiti dalla criminalità organizzata, al controllo del rispetto delle norme amministrative nella gestione dei cantieri e dell’autotrasporto».

«Legalità è anche il contrasto al il microspaccio in tante aree cittadine, a tutela soprattutto dei giovani studenti, così come il contrasto al falso documentale, con centina di patenti e carte d’identità false utilizzate anche per ottenere benefici economici. Legalità è il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza giovanile, al degrado provocato dai minorenni ubriachi e drogati. Un’azione che non si ferma mai, qui rappresentata da 30 ufficiali del Comando che dall’inizio dell’anno hanno identificato ben 26 mila persone, arrestate 14, denunciate per vari reati 128, sequestrato quasi 6 chilogrammi di sostanza stupefacente» ha concluso Altamura.

«È da ottobre che i ragazzi si preparano per questo appuntamento – ha detto la professoressa Lombardo -. Un percorso che li ha visti impegnati in un progetto interdisciplinare con incontri, studi e iniziative di vario genere, e nel quale hanno investito non solo parte del loro tempo anche extrascolastico, ma anche quella curiosità che sta alla base della conoscenza e che, per questa generazione, è fondamentale per capire le dinamiche della storia e in particolare quella legate alla mafia».

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