Rifiuti sulla SR 450, mercoledì 1° marzo l’incontro con Veneto Strade
Piazzole di sosta trasformate in discariche a cielo aperto. Svincoli disseminati di rifiuti che si accumulano soprattutto durante il fine settimana per lasciare, il lunedì mattina, una situazione desolante. È quello che succede ormai da anni sulla Regionale 450, nel tratto che collega Affi e Peschiera e viceversa.
«Abbiamo scritto a Veneto Strade – spiega il Sindaco di Affi Marco Sega – e abbiamo ottenuto un incontro per mercoledì primo marzo. Spero che tutti i Comuni interessati rispondano all’invito e che sugli interessi singoli prevalga quello generale perché questo è un problema serio, che riguarda tutti, e a cui va trovata al più presto una soluzione».
Un primo tentativo il sindaco l’aveva fatto lo scorso 16 novembre, quando aveva convocato in Municipio, ad Affi, tutti i rappresentanti dei Comuni interessati dal passaggio della strada. Un incontro che però ha portato ad un nulla di fatto.

Una delle idee sul tavolo è quella di riprendere in mano una convenzione stipulata tra Veneto Strade e i Comuni (Affi, Bardolino, Castelnuovo del Garda, Cavaion Veronese e Lazise) nel 2021. Sulla base di quell’accordo tutti i Comuni si erano impegnati a contribuire economicamente alla pulizia dei tratti di loro competenza. Pulizia di cui si sarebbe occupata appunto Veneto Strade. Quella convenzione, però, una volta scaduta, non è più stata rinnovata.
«Un’altra cosa che vorremmo chiedere a Veneto Strade -spiega Marco Sega- riguarda l’installazione di telecamere di videosorveglianza lungo il tratto interessato. Questa è una situazione che non possiamo gestire come Comuni singolarmente. Dobbiamo farlo insieme e ci serve una regia unica». Quanto ai responsabili delle discariche a cielo aperto il sindaco sostiene come non ci sia un unico responsabile.
«Non possiamo puntare il dito contro una categoria – dice Sega -. A lanciare i rifiuti lungo la strada sono camionisti, gente di passaggio, persone che hanno la seconda casa da queste parti e che la domenica, mentre rientrano verso la propria abitazione, abbandonano le immondizie perché non si possono occupare del porta a porta. Qualunque sia il responsabile è ora però di trovare una soluzione condivisa e duratura».
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