«Stiamo a casa, l’alternativa è il coprifuoco»
Consueto appuntamento quest’oggi dalla sede della Protezione civile del Veneto con il Presidente della Regione Luca Zaia che ha aggiornato la popolazion sul tema coronavirus: «2.172 veneti contagiati, 426 ricoverati, 129 in terapia intensiva, 120 dimessi e 63 persone che hanno perso la vita» ha esordito il governatore, che poi si è rivolto ai veneti con una serie di appelli.
«I veneti devono stringere i denti e rimanere in casa. Personalmente penso che le misure restrittive adottate fin qui, comprese la campagna tamponi di cui domani darò maggiori informazioni e l’isolamento fiduciario, siano la direzione giusta. Mi rendo conto che è un sacrificio, ma se abbassiamo la guardia adesso finisce che qualcuno perde la vita. Tutti noi abbiamo la responsabilità per i nostri cari, in nostri parenti e i nostri vicini di casa».
«Da domani partiranno controlli a tappeto, in collaborazione con tutte le Spisal del Veneto, in tutti i luoghi di lavoro per verificare che vengano rispettate tutte le misure di sicurezza necessarie a contrastare il virus. – ho proseguito Zaia – Ho chiesto che non si faccia sconti a nessuno. Non è uno stato di polizia, ma qui c’è in gioco la vita della persone. Si può lavorare in azienda solo se la messa in sicurezza è totale».
«I modelli matematici che abbiamo e che sono stati elaborati dai nostri esperti, ci dicono che dobbiamo insistere nell’isolamento perchè la prima cura siamo noi veneti, non gli ospedali. Dobbiamo adottare misure precauzionali e tra questi c’è il rispetto delle regole di distanza dell’assembramento, ma anche l’individuazione di centri che potrebbero diventare totalmente centri Covid (a Verona, Borgo Roma e Villafranca). Questi ospedali ci permetteranno di avere 1300 posti in più di Malattie Infettive, 212 di pneumologia e 206 nuovi posti di terapia intensiva».
«In questo momento abbiamo 825 posti in terapia intensiva, 383 semi intensiva e 1777 in Malattie infettive. In totale quasi 3 mila posti dedicati all’emergenza covid-19. Ci stiamo preparando al brutto tempo, lo facciamo come al solito da veneti, perché i veneti sono sempre abituati ad avere fieno in cascina e con molto senso di responsabilità. Abbiamo dato indicazione di ridurre le attività ospedaliere non urgenti. Dobbiamo prepararci al peggio: questo è un piano d’emergenza coronavirus».
«Stiamo inoltre riaprendo alcuni ospedali e anche reparti, abbiamo scelto di non usare i capannoni, che sono l’estrema ratio, ma continueremo ad usare gli ospedali. Non sappiamo se questo temporale diventerà un uragano, ma dobbiamo prepararci a tutto. – ha concluso il Presidente – Io sono sempre positivo, penso che dopo la pioggia esce sempre il sole. Bisogna uscirne con le ossa poco rotte e per me 63 persone morte sono già molto rotte. Capisco il sacrificio, ma stiamo a casa: l’alternativa a questo contenimento è il coprifuoco. Faccio un appello al buon cuore dei veneti, ce ne sono alcuni che per avere la scusa di uscire vanno al supermercato, cercate di fare la spesa il meno possibile».
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