Stella di Natale a Verona: problemi tecnici, ma almeno la “testa” sarà in piazza Bra
Annunciati questa mattina a Palazzo Barbieri nuovi aggiornamenti sul destino della classica stella in acciaio che per 38 anni ha segnato il Natale a Verona. Verrà installata in piazza Bra solo la “testa”, per quest’anno, mentre per la coda si lavora a una soluzione con un fascio di luce.
Si tratta infatti di un’opera complessa e la proprietà, ovvero la Fondazione Verona per l’Arena, sta ancora lavorando al ricondizionamento definitivo del manufatto danneggiato durante le fasi di smontaggio.
L’indagine dopo l’incidente ha tra l’altro evidenziato che i progetti non descrivevano precisamente le caratteristiche tecniche del basamento e degli speciali bulloni. Il progetto strutturale è stato rivisto nel 2011, mentre nel 2018 sono entrate in vigore a livello nazionale nuove norme tecniche, poi aggiornate nel 2023. Quindi, il progetto della stella non è aggiornato dal 2011.
La vicesindaca Barbara Bissoli ha affermato: «Dopo numerosi incontri e valutazioni tecniche con i dirigenti del Comune e professionisti, con l’ingegnere che ha assistito Fondazione per l’Arena, siamo arrivati alla conclusione che il nuovo basamento deve essere riprogettato secondo le più recenti norme del 2018 e 2023, secondo norme antisismiche, per garantire la sicurezza statica e dinamica dell’Arena e per la sicurezza pubblica».
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Divisi i compiti tra Fondazione Verona per l’Arena e Comune:
- Fondazione Verona per l’Arena si è incaricata del nuovo progetto per 180mila euro;
- il Comune si impegna invece per trasporti, montaggio e smontaggio.
Per chiarezza, Fondazione Verona per l’Arena è una fondazione privata, proprietaria della stella, che non ha nulla a che fare con la Fondazione Arena di Verona, che organizza il festival lirico.
Il Comune informa poi che erano due le condizioni affidate a Fondazione Verona per l’Arena: entro il 30 giugno doveva essere messo a disposizione il progetto esecutivo del ricondizionamento con piano sicurezza e autorizzazione sovrintendenza. Entro il 30 settembre, invece, il manufatto ricondizionato doveva essere messo a disposizione. Tuttavia, il progetto non è stato completato per problemi e tempistiche tecnici, era dunque necessario un rilievo laser per cui non ci sono però stati tempi. Il rilievo con laser sarà quindi effettuato con la testa della stella montata in piazza Bra.
Ci sarà dunque una “soluzione ponte” in attesa della Soprintendenza, con fasci di luce dalla testa della stella. I tecnici sono al lavoro, dunque, per arrivare a una conclusione; a breve si saprà se le prove tecniche hanno avuto esito positivo.

Bissoli spiega: «Il Comune aveva accantonato 200mila euro per l’eventuale montaggio a novembre. Purtroppo le tempistiche tecniche non hanno permesso il montaggio completo: la testa della stella dovrebbe essere montata ai primi di novembre, solo allora si potrà fare il rilievo con il laser scanner necessario ai progetti. Si sta lavorando a progettare i fasci di luce che sostituiscano la “coda”».
L’intervento di restauro dell’Arena per i danni dell’incidente della stella costerà altri 61mila euro, dopo i circa 40mila spesi scorso per la messa in sicurezza. A questi va aggiunta la somma per i progettisti e le altre spese aggiuntive che sono in corso di definizione.
E la stella “nuova” costruita l’anno scorso? Come annunciato all’epoca, sarà posizionata in una nuova area della città “da illuminare”.
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La ricostruzione dell’Amministrazione
L’Amministrazione di Verona in tutti questi mesi – spiegano da Palazzo Barbieri –, anche nel corso di innumerevoli incontri con Fondazione Verona per l’Arena, ha effettuato una approfondita valutazione tecnica condividendola con l’ingegnere strutturista che assiste la Fondazione stessa, giungendo alla convinzione che la scultura prima del “ricondizionamento”, debba essere fatta oggetto di progettazione esecutiva ai sensi delle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni, introdotte con il D.M. 17 gennaio 2018, modificate e integrate con il D.M. 9 marzo 2023, e ciò per garantire la piena conformità del manufatto alla normativa antisismica vigente e, dunque, la sicurezza del manufatto sia dal punto di vista statico, sia da un punto di vista dinamico, avuto riguardo tanto alla pubblica incolumità, quanto all’integrità dell’Arena.
Risulterebbe peraltro che il progetto iniziale, mancante di alcune tavole, recuperato in occasione del ben noto grave incidente del 23 gennaio 2023 non descrive alcun particolare delle due piastre di aggancio tra coda della Stella e bilanciere realizzato su misura e posto sui gradoni dell’Arena (cd. “basamento”), né la tipologia e la dimensione dei bulloni da utilizzare.
Pertanto, come confermato dalla Dirigente comunale che ha seguito la vicenda, per poter escludere possibili danni e deformazioni dell’archiscultura eventualmente occorsi durante l’incidente e durante il permanere di parte della coda installata a sbalzo sulla testa della cometa per il periodo da gennaio ad aprile 2023, e per poter verificare se gli elementi di giuntura siano da ricalibrare, con riguardo, in particolare, ai fori delle bullonatura e al rinforzo delle parti deformate, sentiti i consulenti tecnici è emersa la necessità di procedere con un esame complessivo sia strutturale sia materiale dell’archiscultura, al fine di garantirne, appunto, la rispondenza alle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni ed assicurarne la sicurezza e stabilità sia per la pubblica incolumità, sia a tutela dell’Anfiteatro.
Dopo innumerevoli incontri, organizzati dalla fine di gennaio di quest’anno con la Fondazione proprietaria, supportata da propri consulenti di fiducia e da soggetti istituzionali interessati – come questa Amministrazione – al ripristino e alla installazione della Stella Cometa in Piazza Bra nel periodo natalizio, il programma condiviso è stato che la Fondazione proprietaria si facesse carico dei costi della progettazione esecutiva, con tutti gli atti di assenso necessari, e del ricondizionamento certificato della stella cometa, costi che la stessa ha stimato in circa 176mila euro, oltre IVA, anche tramite una raccolta di fondi; l’Amministrazione comunale, al fine di garantire la pubblica incolumità e la sicurezza dell’Anfiteatro, si sarebbe invece fatta carico delle consistenti attività e dei rilevanti costi necessari a realizzare il trasporto, il montaggio e lo smontaggio della Stella Cometa, da consegnare al Comune in base a idoneo atto di comodato d’uso.
Nel frattempo il Comune di Verona si è attivato da un punto di vista tecnico e finanziario (appostando 200mila euro) per l’installazione dell’archiscultura in piazza Bra e, quindi, per il trasferimento dell’archiscultura, ricondizionata e certificata, da e per il deposito nel quale è ricoverata, e del montaggio e dello smontaggio della stessa in piazza Bra, e per l’affidamento dei servizi tecnici di direzione dei lavori, di coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione, di verificazione e di collaudo statico con le modalità già tratteggiate nel corso dei molti incontri intervenuti a partire da settembre del 2023, a condizione:
1) che il progetto esecutivo del ricondizionamento dell’archiscultura (redatto conformemente al Codice dei Contratti Pubblici, firmato da professionisti tecnici iscritti ai competenti Ordini professionali, da approvarsi a cura del Comune, previa verifica da parte di un professionista tecnico allo scopo nominato, per essere posto a base della procedura di affidamento del servizio di montaggio e smontaggio), corredato del piano di sicurezza, del piano di montaggio e smontaggio e dell’autorizzazione della competente Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, fosse presentato al Comune di Verona entro il 30 giugno 2024, data trascorsa la quale non sarebbe stato possibile per il Comune garantire il risultato atteso per il Natale 2024;
2) che la Stella Cometa fosse ricondizionata e messa a disposizione del Comune di Verona entro il 30 settembre 2024, dotata delle necessarie certificazioni statiche, nonché di tutte le verifiche/indagini previste dalla normativa di settore.
Purtroppo però, dopo ulteriori approfondimenti, nonostante la collaborazione e buona volontà dimostrata da tutti – dicono da Palazzo Barbieri –, la Fondazione ha concluso che i termini comunicati non potranno essere rispettati per riposizionare la stella a metà novembre.
In attesa del ripristino definivo che qualsiasi professionista riconosce essere complesso, la Fondazione proprietaria dell’opera ha proposto al Comune una soluzione di interesse: simulare per quest’anno la coda attraverso un potente fascio di luce, idea che la vicesindaca Barbara Bissoli ha condiviso anche con gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti in un incontro ad hoc.
Quella proposta da Fondazione è una soluzione ‘ponte’, in attesa del progetto per la ristrutturazione completa della Stella. Nel presentare ai media la soluzione prospettata, dopo aver ripercorso la storia dell’archiscultura ed evidenziato la necessità di adeguarne il progetto (l’ultima relazione di calcolo è stata redatta nel 2011) alle più recenti Norme Tecniche, la vicesindaca con delega ai Beni Culturali, Barbara Bissoli, ha ribadito la volontà da parte di tutti e gli sforzi profusi in tal senso per restituire a veronesi la Stella Cometa nella sua integrità per il Natale 2024.

«Ci siamo fatti carico di supportare Fondazione Verona per l’Arena affiancandola dopo l’incidente probatorio, tenendo conto che noi non siamo i proprietari del bene – ha spiegato la vicesindaca Bissoli -. A Fondazione avevamo chiesto che il progetto esecutivo del ricondizionamento dell’archiscultura, corredato del piano di sicurezza, del piano di montaggio e smontaggio e dell’autorizzazione della competente Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, fosse presentato al Comune di Verona entro il 30 giugno 2024, data trascorsa la quale non sarebbe stato possibile per il Comune garantire il risultato atteso per il Natale 2024. E che la Stella Cometa fosse ricondizionata e messa a disposizione del Comune di Verona entro il 30 settembre 2024, dotata delle necessarie certificazioni statiche, nonché di tutte le verifiche/indagini previste dalla normativa di settore».
«Dopo ulteriori approfondimenti, nonostante la collaborazione e buona volontà dimostrata da tutti – prosegue Bissoli -, la Fondazione ha concluso che i termini comunicati non potranno essere rispettati, né a tutt’oggi la Fondazione è in grado di far fronte a quanto di sua competenza per motivi legati alle proprie difficoltà di effettuare il rilevo LASER-SCANNER della testa montata della Stella Cometa, rilievo indispensabile per completare il progetto strutturale della Stella Cometa. A questo punto, in attesa del progetto esecutivo, l’Amministrazione ha accolto favorevolmente la soluzione ideata dalla Fondazione per il Natale del 2024 di installare in Piazza Bra la sola testa dell’archiscultura e di realizzare la coda con un ampio fascio di luce che si proietta dalla testa della Stella verso la parte sommitale dell’Arena. Restiamo ora in attesa delle prove tecniche e della proposta progettuale da parte di Fondazione per poi completare l’iter ammnistrativo, fermo restando che, per l’Amministrazione, la salvaguardia dell’incolumità pubblica e la tutela dell’Anfiteatro sono prioritarie».
Sui danni ai gradoni dell’Arena derivanti dallo scivolamento del bilanciere è intervenuta la dirigente della Pianificazione Attuativa – PEBA, arch. Anna Grazi, incaricata di occuparsi del restauro dell’Arena danneggiata. «Sono stati danneggiati gli spigoli di tutti i gradoni urtati dal bilanciere, uno in maniera sostanziale che si provvederà a restaurare con una protesi in acciaio. Alcuni lesioni resteranno purtroppo visibili, come quelle sul podio che non è possibile ricostruire in pietra. La Stella è a tutti gli effetti un monumento edile in acciaio, la coda pesa 22 tonnellate e il bilanciere 13 – ha aggiunto la dirigente – la cui datazione impone una nuova analisi progettuale nel rispetto delle più recenti norme in materia edile e che risponda alle sollecitazioni dinamiche».
I lavori di restauro e di sigillatura nella cavea danneggiata inizieranno ad ottobre in parallelo con l’ultima fase dell’intervento di Art Bonus ed avranno un costo di circa 60 mila euro, a cui si aggiungono i 40 mila già sostenuti dal Comune per la messa in sicurezza del cantiere dopo l’incidente.
Presente in conferenza anche la dirigente dell’Edilizia Pubblica, arch. Cristina Formaggio, incaricata di occuparsi degli appalti per il servizio di montaggio e lo smontaggio della Stella Cometa ricondizionata e dei relativi incarichi professionali, che ha confermato la copertura finanziaria di tutte le attività inerenti il trasporto e il montaggio e smontaggio della Stella Cometa programmate e ricordato come gli aspetti procedurali che il Comune deve seguire in ambito di opere pubbliche rendessero necessaria la consegna del progetto esecutivo del ricondizionamento della Stella Cometa, completo di piano di montaggio e smontaggio, di piano di sicurezza e dell’autorizzazione della Soprintendenza entro il 30 giugno 2024 e la consegna della Stella Cometa ricondizionata entro il 30 settembre.

La vicenda dell’incidente
A gennaio 2023, la storica stella cometa in acciaio che da 38 anni veniva installata in piazza Bra, tra l’Arena e Palazzo Barbieri, è crollata durante le operazioni di smontaggio. Fortunatamente, l’incidente non ha causato feriti, ma ha danneggiato gravemente la struttura, rendendo impossibile la sua installazione per lo scorso Natale. È stata danneggiata anche l’Arena, aspetto che alimentò nuove discussioni sulle modalità di fruizione di un monumento prezioso come l’anfiteatro veronese.
Il moncone della stella danneggiata era rimasto sotto sequestro per le indagini fino ad aprile, rendendo lo scenario di piazza Bra quasi surreale per diverse settimane.
A seguito dell’incidente, l’amministrazione comunale l’anno scorso ha optato per una soluzione alternativa: l’installazione di una nuova stella illuminata in piazza Bra. La nuova struttura, alta 15 metri e larga 18, è stata progettata per essere più sicura e resistente alle intemperie. Il costo della nuova stella, pari a 139mila euro, aveva suscitato alcune polemiche.
La storia della stella
Ideata da Alfredo Troisi di Fondazione Arena di Verona, disegnata dall’arch. Rinaldo Olivieri e progettata, dal punto di vista strutturale, dall’ing. Alvise Zanolini nel 1984, la “Stella Cometa” è stata realizzata dalla società Lonardi, con acciaio donato dalla società Manni, in diverse sezioni di carpenteria metallica pesante e installata nel 1985 tra i gradoni della cavea dell’Arena e Piazza Bra, la Stella Cometa; il progetto fu depositato al Genio Civile – Ufficio di Verona e, una volta aggiornato, nuovamente depositato nel 1996. La Stella Cometa integra dunque un manufatto stabile, ancorché reversibile e periodico, tanto è vero che, dal 1985, è stata montata e smontata nello stesso sito per 38 anni consecutivi, dai primi giorni di novembre a fine gennaio.
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