Stefano Bianchini: «Amia in house, che soddisfazione! Tutelati 600 dipendenti»

Stefano Bianchini, assessore alle aziende partecipate, ai servizi demografici e informatica, esprime grande orgoglio per aver promesso e poi accompagnato la municipalizzata verso il porto sicuro del comune, evitando una rischiosa gara pubblica. «La nuova società. Amia VR, sarà interamente del Comune di Verona e garantirà stabilità a 600 famiglie e a tutti i veronesi con servizi all'altezza».

Stefano Bianchini
Stefano Bianchini

Stefano Bianchini, assessore alle Aziende Partecipate, Servizi Demografici e Informatica del Comune di Verona, si ricandida a sostegno di Federico Sboarina. Racconta ai nostri microfoni i suoi traguardi in politica e la decisione di Forza Italia di schierarsi invece con il candidato sindaco Flavio Tosi.

Lei si è avvicinato alla politica giovanissimo, poi però non ha praticato per tanti anni politica attiva per via dei suoi ruoli importanti nella Federazione italiana della Pallavolo. Ma la politica è sempre stata lì, giusto?

Ero quello “dietro le quinte”, possiamo dire. Organizzavo, aiutavo, ma non ero mai in prima fila. Dopo l’incarico in Federazione mi sono un po’ staccato ma sono sempre rimasto in buoni rapporti con quelli che ormai erano diventati amici, tra cui Federico Sboarina.

E fu proprio Sboarina che nel 2017 le chiese di provare a candidarsi direttamente…

Sì, mi telefonò e mi chiese di candidarmi. Io e Federico siamo amici, e ho accettato perché mi incuriosiva la sfida. Mi sono detto: “ora o mai più”.

Andò bene: con Battiti il sindaco riuscì infatti a trionfare. Prima lei fu eletto consigliere, ma poi nel novembre 2020 il passaggio ad assessore alle Partecipate, un ruolo non facile e di grande responsabilità…

Il 23 novembre del 2020, in piena pandemia, sono diventato assessore. Non era un momento facile, con il passaggio di Amia in-house, la situazione delicata dell’aeroporto e via dicendo. Non ho passato molte notti tranquille, ma ho cominciato a studiare e informarmi e ho ricevuto un grande supporto dagli uffici. Ero in un campo che era totalmente diverso dal mio. È stato difficile, ma abbiamo ottenuto molti risultati positivi.

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Possiamo dire che, tra le tante attività, proprio Amia in-house sia la sua più grande soddisfazione da assessore?

Sì. C’era il rischio che seicento famiglie perdessero il posto di lavoro. Abbiamo deciso di salvaguardare queste persone in primis. La nuova Amia Vr dovrà partire con uno spunto ancora più veloce e redditizio e quindi la nuova dirigenza dovrà impegnarsi.

Ha dovuto affrontare questioni difficili e spinose in un momento pieno di incertezze, oltretutto…

Esatto. La visione che ha avuto il sindaco è stata però di investire sugli asset fondamentali per Verona, come Fondazione Arena e la fiera. E i risultati, anche alla luce di Vinitaly e Progetto Fuoco, direi che si sono visti.

È contento per la fusione AGSM AIM?

Io sono arrivato quasi alla fine di questo processo. È stata una fusione importante, così come la vendita delle case Azzolini, che mi piace raccontare. Ho avuto circa sette giorni per concludere quest’ultima vendita e siamo riusciti. Il rischio era che tante famiglie si ritrovassero a piedi o con affitti decisamente più alti. Anche qui, la nostra priorità è stata salvaguardare le persone.

Verona sarà anche sede olimpica e paralimpica: un’occasione importante per la nostra città. Cosa ne pensa?

Lo sport è fondamentale per sviluppare la socialità. Ora ci sarà anche la tappa finale del Giro d’Italia, per la terza volta nella nostra città. È sintomo di una Verona che sa far vedere quanto vale. Anche nel caso delle olimpiadi e paralimpiadi siamo pronti ed entusiasti: vogliamo lavorare per avere il migliore risultato. Verona verrà ricordata, quindi, anche per le olimpiadi.

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C’è stata una grande bagarre su Forza Italia, che ha scelto di appoggiare il candidato sindaco Tosi. Lei formalmente fino al 12 giugno sarà incasellato in questo partito, anche se di fatto è passato alla lista Sboarina…

I vertici hanno deciso così, senza interpellarci. Ho deciso di proseguire con Sboarina, insieme a Paola Bressan ed Enrico Guardini, perché credo nel lavoro che ha fatto. Ha gestito due anni di Covid, una guerra e un caro bollette. Le decisioni dei vertici, poi, non le metto in discussione, nonostante io non le condivida. Noi proseguiamo per la nostra strada, convinti di aver fatto bene e aver mantenuto i nostri valori.

Il 12 giugno Stefano Bianchini quindi sarà presente. Quali sono le motivazioni che la spingono a proseguire il suo percorso politico?

A me piacciono le sfide, mi piace mettermi in gioco. So che sarà durissima ma ci metterò tutto il mio impegno. L’importante è dare alla lista e al movimento la garanzia che noi ci siamo e siamo presenti. In questi anni ho avuto il piacere di lavorare con persone di grandissimo spessore, ho instaurato un rapporto di estrema correttezza con tutti e io sono a posto con quello.

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