Stasera su Report si torna a parlare di Verona e dell’Arena

Il programma di inchieste giornalistiche Report, di RaiTre, questa sera domenica 23 giugno nella nuova puntata torna a parlare degli appalti all’Arena di Verona e del «denaro sporco della ‘ndrangheta». Questa l'anticipazione pubblicata da Report: «Le radici della ‘ndrangheta hanno infestato anche i marmi dell’Arena di Verona. A montare e smontare palchi e scenografie è…

Il programma di inchieste giornalistiche Report, di RaiTre, questa sera domenica 23 giugno nella nuova puntata torna a parlare degli appalti all’Arena di Verona e del «denaro sporco della ‘ndrangheta».

Questa l’anticipazione pubblicata da Report: «Le radici della ‘ndrangheta hanno infestato anche i marmi dell’Arena di Verona. A montare e smontare palchi e scenografie è stata per anni una rete di imprese che, secondo la Procura antimafia di Venezia, con un giro di fatture gonfiate arricchiva le cosche Grande Aracri di Cutro e Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, tra le più potenti ‘ndrine calabresi. Chi si è arricchito, e chi doveva controllare? C’è un livello politico interessato a questo sistema? Il racconto con documenti e interviste esclusive».

Un tema che si lega con le ripetute richieste, da più parti delle istituzioni veronesi, di creare anche a Verona una sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia e distaccare un magistrato della Direzione Distrettuale Anti Mafia da Venezia. Proprio in questi giorni si è tenuto a Roma un incontro sul tema, con il ministro dell’Interno.

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In un altro spezzone del servizio di Report pubblicato su Facebook si vede il giornalista fare domande alla Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia, che però non risponde.

«Negli anni in cui Flavio Tosi è sindaco e presidente dell’ente lirico, Eurocompany vince sistematicamente tutti gli appalti dell’Arena di Verona per l’attività di montaggio e smontaggio di scenografie e palchi» è la didascalia al video di Report. «Intorno a Chiavegato e alla sua Eurocompany sarebbero ruotate una serie di società e cooperative sparse tra Veneto e Calabria che emettevano fatture gonfiate o per lavori mai svolti, consentendo di riciclare il denaro sporco della ‘ndrangheta. Secondo i magistrati di Venezia, il sistema era foraggiato “con la collaborazione e compiacenza di dipendenti interni alla Fondazione Arena”. Abbiamo chiesto alla Sovrintendente della Fondazione Arena Cecilia Gasdia, vicina a Fratelli d’Italia, se sapesse qualcosa».

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