Trent'anni fa l'urlo di Tardelli

Abbiamo appena digerito a fatica la sconfitta inflittaci dalla Spagna all’Europeo, dopo un percorso degno di nota che gli azzurri in campo continentale sognavano da diverso tempo. Siamo già tutti con il pensiero al mondiale di Brasile 2014, ed è forse per questo che la giornata di oggi, 11 luglio 2012, ha un sapore particolare.

Trent’anni fa la nazionale di Bearzot alzava al cielo, al Bernabeu di Madrid, la Coppa del Mondo. Quel Mondiale 1982 che fino al 2006 è rimasto il nostro ricordo più bello, esempio di un calcio oramai passato e difficilmente recuperabile.

Era domenica 11 luglio in Spagna, a Madrid, ultimo capitolo del Mundial in casa di quella stessa nazionale che ci ha appena inflitto la sonora sconfitta agli Europei. L’Italia arrivava dopo la bellissima semifinale con la Polonia ma forte della vittoria ai quarti con il Brasile, una sorta di impresa leggendaria.

Dall’altra parte la Germania Ovest, uno squadrone senza remore, che in semifinale aveva brutalmente eliminato la Francia di Platini, nonostante i blues fossero andati in vantaggio per 3-1 nei supplementari.

Insomma, la sfida del Bernabeu era la classica Italia-Germania, quella stessa partita che anche a distanza di trent’anni per tutti gli italiani rappresenta la partita per eccellenza, la sfida delle sfide, quella che se portata a casa sa cancellare anche tutte le altre sconfitte e amarezze.
Quella notte al Bernabeu l’Italia fu nettamente superiore. Rossi, Tardelli e Altobelli fu la triplice intesa che fece diventare il sogno realtà, con l’urlo proprio di Tardelli ad entrare nella storia.

A trent’anni di distanza ci pare ancora di sentire la voce del compianto Nando Martellini sentenziare quel "Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo" mentre i fogli con gli appunti volavano per la cabina di commento.

Altri tempi, ma emozioni ancora vive.

Matteo Bellamoli