PROFETA IN PATRIA? SESTAN CI RIPROVA…SULL’ALTRA SPONDA!

Il “sergente di ferro” ci riprova. Mister Rino Sestan è reduce da una vera mazzata sportiva, uno di quei colpi che abbatterebbero uno gnu: nonostante un girone di ritorno molto positivo, con il sesto posto parziale nel girone C di Seconda grazie ai 20 punti messi insieme (sui 34 totali), il suo Valpantena è retrocesso dopo la sfortunata appendice dei play-out.

Non c’è stato molto spazio, stavolta, per amarcord e romanticismo, dato che tanto bene aveva fatto l’allenatore croato proprio sulla panchina gialloverde, prima della poco fortunata esperienza in quel di Sant’Anna. Il rendez-vous non ha funzionato e così, dopo un solo anno in Seconda, il Valpantena torna giù.

E allora, colpo di scena: Sestan prende su armi e bagagli e si trasferisce, per così dire in termini calcistici, sull’altra sponda della vallata. Sì, proprio sul versante Lugo, dove erano arrivati in Seconda a braccetto con i “cugini” ma dove hanno festeggiato invece, alla fine, una salvezza insperata.

Mister, come mai il passaggio proprio ai vostri “rivali”?

“In queste settimane ho avuto diverse richieste, alla fine ho accettato un’altra sfida nella mia zona: visto che abito qui sarà difficile essere profeta in patria, anche se in realtà la mia vera patria (la Croazia, N.d.R) è lontana…”

Un epilogo di stagione a sorpresa, per quanto visto durante l’anno: si è salvato il Lugo ed è retrocesso il Valpantena.

“Il Lugo è entrato in forma nel momento giusto, ovvero nei play-out, grazie anche al recupero di giocatori importanti. Per quanto riguarda il Valpantena, abbiamo sicuramente sbagliato qualcosa: io in prima persona non sono riuscito a preparare bene mentalmente la squadra, mentre ai ragazzi è mancata forse l’umiltà necessaria per lottare fino in fondo. Avendo vinto con squadre come Lavagno, Grezzana e lo stesso Lugo e avendo fatto bene con altre come il BNC, ci siamo rilassati e forse un po’ sopravvalutati e ci è mancata proprio l’umiltà per affrontare nel modo giusto le avversarie del nostro livello di classifica, e questo ci è stato fatale. Il fatto che la federazione debba rivalutare il regolamento dei play-out non toglie che la colpa di questa retrocessione sia mia e nostra, insieme”.

E ora si volta pagina.

“Certo, bisogna sempre voltare pagina! Come dice Rita Levi Montalcini, se manca l’entusiasmo non si può fare niente nella vita, indipendentemente dalla tua età. Ci vogliono coraggio, pazienza e libertà”.

Che tipo di campionato vi attende l’anno prossimo?

“Sarà di sicuro un girone più difficile rispetto a quello di quest’anno: arrivano squadre attrezzate come Hellas Monteforte e Montorio, lo stesso Grezzana migliorerà i risultati di questa stagione. Poi c’è questa regola dei giovani, che porterà le società più abbienti a rinforzare le rose con giocatori che hanno meno spazio nelle categorie superiori”.

In questo quadro, come si colloca il Lugo del presidente Zanini?

“La crisi attuale mette in difficoltà i grandi impegnati in questi giorni al G8, figuriamoci una piccola sezione del mondo come la nostra! Diciamo che ci saranno pochi innesti mirati, la vera sfida è inserire i nostri bravi giovani, visto che qui il settore è parecchio florido”.

Obiettivo?

“Viste le recenti delusioni, da questo punto di vista è meglio che io parli il meno possibile! Quello che voglio l’anno prossimo è portare la squadra a produrre un bel gioco, facendo tornare la gente di Lugo al campo per seguirci, con rinnovata passione. Intanto andremo in ritiro tre giorni a Males, in Val Venosta. Ovvio che si cercherà di mantenere la categoria, ma su quello che può venire in più stavolta non mi sbilancio!”

Luca Corradi per www.pianeta-calcio.it