Prima i libri, poi la palla ovale

ragazzi

Il Verona Rugby da quest’anno ha varato il servizio “Academy”: un supporto pomeridiano in cui i propri atleti possono concentrarsi sullo studio prima della seduta di allenamento, seguiti da un tutor per ogni area di insegnamento.

di Emanuele Pezzo

SPORT E SCUOLA: un futuro ipotetico da professionista nella propria disciplina sportiva oppure un domani concentrato sull’ambito lavorativo, comunque incerto visti i tempi che corrono? Negli ultimi tempi sembra che apprendere, studiare, formarsi siano diventate attività incompatibili con l’impegno dedicato ad affinare le abilità motorie, allenare il proprio fisico e confrontarsi con un avversario. Eccellere in un campo oppure nell’altro sicuramente può richiedere rinunce importanti nel proprio percorso di crescita, ma sfugge il motivo per il quale questo debba portare alla sospensione di una delle due attività. Un segnale in questa direzione viene dato dal Verona Rugby. In mezzo a tanti progetti varati dal club scaligero per far conoscere la disciplina della palla ovale, ce n’è uno molto particolare che ha preso avvio in questa stagione dopo mesi di studio. Si chiama Verona Rugby Academy, è una proposta di supporto scolastico per i propri atleti in età adolescenziale ed è seguito principalmente dalla professoressa e mamma Francesca Arnier, ideatrice e supervisore del progetto, e da Federico Centomo, responsabile e coordinatore delle attività.

A SPIEGARCI LE MOTIVAZIONI dell’iniziativa è Raffaella Vittadello, presidente della società veronese: «Non vogliamo che l’ambito scolastico, così importante nella crescita di un adolescente, sia una sorta di comparto stagno rispetto a quello sportivo». Continua la Vittadello: «Il nostro è un segnale attraverso il quale il club vuole dare uno stimolo all’atleta anche nell’ambito del suo rendimento scolastico. Vogliamo che i nostri atleti si sentano considerati, uno ad uno: a loro poi la responsabilità di assolvere ai propri compiti di studenti». Non solo pallone, erba e fango, dunque. Un progetto in controtendenza in un momento storico, politico e sociale molto particolare, nel quale sembra che debba per forza esserci sempre una gerarchia in tutte le attività svolte, con lo sport spesso a vestire i panni dell’ultima ruota del carro. Il Verona Rugby ha deciso di investirvi proprio per questo: per aprire un canale di comunicazione ultimamente assente tra sport e scuola, due fratelli che non si parlano da molto e probabilmente non ricordano nemmeno quando hanno litigato.

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