Placcaggi dipinti di rosa

Mentre ancora troppa gente guarda con scetticismo verso uno sport cosiddetto “maschio”, il Verona Rugby Ragazze ha riunito le atlete che erano divise tra CUS e Valpolicella, e ora partecipa alla Coppa Italia regionale di rugby a 7 puntando alla fase nazionale.

Alcune settimane fa la nazionale femminile di rugby, attualmente ottava nel world ranking, si è qualificata ai mondiali del 2017 in Irlanda, sconfiggendo nel torneo “Sei Nazioni” la Scozia e il Galles. Risultati ben diversi di quelli dei colleghi uomini, vincitori ancora una volta del poco ambito “cucchiaio di legno”. Ma verrebbe da domandarsi: «Rugby femminile?»

Forse non tutti sanno che in provincia esiste, fondato nel luglio 2013, il Verona Rugby Ragazze. A sintetizzare in poche parole questo mondo, solo apparentemente ossimorico, è il presidente ed head coach Claudio Casarotto: «Il rugby può essere femminile soprattutto perché nella mia esperienza non ho mai visto uomini determinati nel lavoro come le ragazze». Oltre a Casarotto lo staff della società comprende Alessandro Facci e Alessandro Ballerini (aiuto allenatori senior), Marco Signoretto (giovanili) e Alessandro Pacifici (preparatore atletico).

La formazione dai colori rosa e viola ha avuto innanzitutto il pregio di riunire le atlete presenti in provincia di Verona, che erano spartite tra i club di CUS e Valpolicella e costrette a confluire in squadre miste per poter giocare. Unendo le forze è andato a formarsi un gruppo iscritto alle fasi regionali di Coppa Italia, con l’ambizione di arrivare tra le prime per andare alle nazionali. La speranza, ovviamente, è di far crescere la passione per questo sport, in ascesa di popolarità in campo maschile ma visto con scetticismo in quello femminile, incrementando anche il settore giovanile per poter coltivare nuove leve per il futuro della prima squadra.

Altro che paura di sporcarsi e fare fatica, insomma. Quasi come recita una campagna internet della squadra femminile di rugby dell’università americana di Notre Dame: «Ho imparato che non sono troppo piccola per subire un grande impatto».

Parola a chi lo gioca!

Cosa significa rugby femminile per le giocatrici? Il capitano Alessia Fattori ci dice: «Rugby è impegno, passione, dedizione, fare gruppo. E poi sfogarsi e divertirsi. Una ragazza dovrebbe provarlo innanzitutto per provare qualcosa di diverso». Sulla stessa linea d’onda il suo vice, Valeria Fedrighi: «Non scherziamo, il rugby femminile non è violento: è una lotta controllata in cui ci si sostiene a vicenda e si rispetta l’avversario, anche se purtroppo in Italia è ancora poco praticato».

Contatti:

Claudio Casarotto 347 4488175

Per maggiori info: info@veronarugbyragazze.it

oppure la pagina Facebook Verona Rugby Ragazze

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