PIANETA ARES, DOVE IL CALCIO DIVENTA STILE DI VITA

Semplice, chiara, senza proclami né trionfalismi. È con un perfetto <italic>‘stile Ares’</italic> che ieri sera sul campo di via Pergolesi, in Borgo Venezia, è stata presentata ufficialmente dalla dirigenza nero-fucsia la formazione 2009-2010 che affronterà un nuovo entusiasmante campionato di Seconda categoria.

Sono quattro i nuovi innesti: dal Valtramigna Cazzano con il bottino personale di 22 reti messe a segno la scorsa stagione, è arrivato l’attaccante Gino Crema, classe ’79; poi, rispettivamente dal Borgo San Pancrazio e dal Valpantena, i difensori Luca Cavestro, classe ’82, e Omar Branzi (‘85). A questi tre va ad aggiungersi il centrocampista Pietro Cobianchi (‘82) ex Pol. Virtus e Valtramigna Cazzano.

Riconfermato in blocco lo staff tecnico con gli allenatori Ernesto Turri, il vice Nicola Camerlengo, il preparatore dei portieri Ivo Zantedeschi.
Durante la preparazione, che inizia stasera sul campo di Marzana, i tecnici avranno il supporto del preparatore atletico Adolfo Calabretta.

Dopo un’ottima salvezza conquistata la scorsa stagione senza passare dalla lotteria dei Play out, in un girone per altro molto combattuto ed equilibrato, ciò che è emerso dalle parole del presidente dell’Ares Giorgio Zanoni è che l’intenzione e la volontà per quest’anno siano innanzitutto quelle di ripetersi.

«Ci presentiamo ai nastri di partenza consapevoli del fatto che siamo una tra le squadre più giovani in assoluto, quindi abbiamo tutto da imparare sotto il profilo dell’esperienza» ha spiegato il presidente «Mi sembra che il livello della Seconda categoria, a differenza di qualche anno fa, si sia alzato. Oggi si trovano squadre ben attrezzate e davvero agguerrite. Non so se sia stata una fatalità, ma l’anno scorso ogni partita era una vera e propria battaglia e questo fatto mi ha sorpreso.»

«Dunque, non facciamo proclami» ha proseguito «partiamo per disputare un campionato alla nostra portata. Strada facendo si vedrà. Ripeto, abbiamo una formazione giovanissima (7 elementi del 1985 e 9 del 1989, ndr), che deve maturare. Quest’anno sarà un anno di maturazione. Se c’è da pensare a qualcosa in più lo faremo dalla stagione 2010-2011.»

«Nell’ambito di una società come la nostra» ha concluso Zanoni «ho visto – e lo sapevo – che bisogna lavorare con programmazioni sul medio e lungo periodo, non sul breve. Bisogna creare le condizioni, le basi, la struttura, una mentalità, una cultura di società che ci portino ad essere coesi e contenti di dirigere o di giocare nell’Ares e per l’Ares. Con l’arrivo di Andrea Chiecchi, responsabile tecnico del settore giovanile, cercheremo di unire al divertimento, una consapevolezza di ‘fare bene il calcio’, imparando a giocare il calcio prima con la testa e poi con i piedi. Senza pretendere di cambiare le cose da un momento all’altro. Vorremmo lavorare sulla cultura delle persone e ci vorrà senz’altro tempo affinché tutti capiscano i nostri obiettivi.»

E proprio Andrea Chiecchi, bandiera virtussina, giunto sulle sponde nero-fucsia per trovare nuovi stimoli dopo aver vinto praticamente tutto con le squadre rossoblu, ha ribadito questo concetto: «Dobbiamo essere un corpo unico, dai più piccoli fino ad arrivare alla Prima squadra che non deve essere soltanto un terminale per i giovani, ma soprattutto un punto di riferimento.»

E rivolgendosi ai ragazzi seduti di fronte al tavolo dirigenziale: «Voi avete una grossa responsabilità, dovete capire che i bambini delle giovanili vi osservano, vi scrutano, vi emulano… anche se non vi sembra. E non solo per ciò che fate in campo, ma anche fuori. Dovete essere consapevoli di questo ed è fondamentale che teniate un comportamento onesto, leale, giudizioso. Che diate un esempio ai più piccoli di ciò che si può fare giocando per i colori dell’Ares. I bambini sognano, ed è quello che vi consiglio di fare sempre, anche quando vi ponete degli obiettivi, grandi o piccoli che siano, così nel calcio come nella vita.»

«È ovvio» ha concluso Chiecchi «che per realizzare sogni e ambizioni ci vogliono sacrificio e costanza. È quello che viene richiesto anche da una società di calcio, a tutti i livelli. Partendo da questi presupposti, state certi che si possono ottenere ottimi risultati, sia come sportivi che come uomini.»

«Quest’anno avremo anche una formazione Juniores che potrà essere di supporto alla Seconda» ha aggiunto il diesse Valerio Cobianchi «sarebbe il massimo per noi riuscire a far esordire qualche elemento in Prima squadra. Sappiamo che questa sarà una stagione di verifiche e, speriamo, anche di conferme. L’Ares è una scelta, quasi uno stile di vita, lo ripeto sempre. E forse è proprio per questo che qualcuno non c’è più. L’umiltà è la regola di base e su questo filone cercheremo di portare avanti tutte le nostra iniziative.»

Non ha voluto aggiungere nulla a chiusura dell’incontro il mister Ernesto Turri che, come sappiamo, preferisce spendere parole nello spogliatoio, per il gruppo, per i suoi ragazzi, ottenendo (insieme ai suoi validissimi collaboratori Camerlengo e Zantedeschi) ottimi risultati sul campo come ha dimostrato nelle ultime stagioni.

Matteo Scolari
matteo.scolari@giornalepantheon.it