Offese in tv a Seung-Woo Lee: scatta la querela

Querela per “diffamazione aggravata da finalità di discriminazione e/o odio etnico e razziale”. L’ha sporta nei giorni scorsi alla Procura di Verona il calciatore coreano dell’Hellas Seung-Woo Lee nei confronti di un giornalista che nel corso di una puntata di un programma sportivo andato in onda il 7 maggio scorso su un’emittente veronese lo aveva…

Querela per “diffamazione aggravata da finalità di discriminazione e/o odio etnico e razziale”. L’ha sporta nei giorni scorsi alla Procura di Verona il calciatore coreano dell’Hellas Seung-Woo Lee nei confronti di un giornalista che nel corso di una puntata di un programma sportivo andato in onda il 7 maggio scorso su un’emittente veronese lo aveva offeso in sua assenza. Querelato anche il conduttore per non essersi dissociato dalle dichiarazioni.

Il calciatore coreano dell’Hellas Verona è molto arrabbiato. A mandarlo su tutte le furie e a spingerlo a presentare denuncia di querela alla Procura della Repubblica di Verona sarebbe stata una frase pronunciata da un giornalista durante una trasmissione sportiva di un’emittente veronese. “Uno che resterà più famoso non per il gol che ha fatto al Milan, ma perché ha portato la merenda con gli involtini di cane”: questa la frase incriminata perseguibile come reato ai sensi dell’articolo 595 del codice penale (diffamazione), reato aggravato dal comma 3 poiché consumato a mezzo stampa.

Per mezzo del suo legale, Lee ha portato in Procura anche il file video della puntata che mostrerebbe la colpevolezza anche del conduttore, anch’egli querelato, per non essersi immediatamente dissociato dalle dichiarazioni del giornalista.

«Mi è stato rivolto un attacco subdolo, volgare e motivato non dalle prestazioni calcistiche, ma dalla mia appartenenza a un determinato gruppo etnico – spiega il calciatore sul Corriere di Verona.

L’8 maggio è stato il direttore operativo dell’Hellas, Francesco Barresi, a far visionare all’attaccante l’estratto della trasmissione tv che conteneva – si legge nella querela – «un’asserzione incresciosa e dal contenuto estremamente denigratorio e umiliante sia nei miei confronti nonché́ in quelli del mio paese natale, del mio popolo, della mia terra».

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