Michele Tupini e la sua vita da capitano

Michele Tupini, capitano di hockey su ghiaccio

 

Pur essendo uno sport di squadra tra i più praticati al mondo, in Italia è ancora una disciplina minore. L’hockey su ghiaccio è presente anche sulla montagna veronese, dove i Falchi Bosco, capitanati da un “ragazzo” nato alla fine degli anni Settanta, un mese fa hanno vinto il loro campionato contro club lombardi, emiliani e laziali.

di Emanuele Pezzo

Sono trascorsi più di vent’anni dalla prima volta in cui ha apposto la “C” di capitano sulla maglia da partita. Dopo centinaia di partite, e vittorie a latitudini inusuali per l’hockey su ghiaccio, Michele Tupini ha guidato i Falchi Bosco alla vittoria nel campionato GHL.

Cosa significa la vittoria di questo campionato?

È sempre una grande soddisfazione: la GHL Championship è un campionato di seconda fascia, ma è sempre un “più uno” nel palmares che dopo trent’anni di attività non può che far piacere.

Cos’è l’hockey per lei?

È vita, è la più bella droga che ci possa essere. Negli anni hanno cominciato ad esserci lavoro, famiglia e altri problemi, ma quando non mi alleno sento come un vuoto dentro. E poi è una scuola di vita, è condividere fatiche, vittorie e sconfitte. Ti insegna a stare al mondo.

Che tipo di capitano è?

Penso si debbano avere non solo capacità “hockeistiche”, ma anche umanità, sapere relazionarsi, condividere anche fuori dallo sport. Il capitano deve saper ascoltare e fare da collante in uno spogliatoio e penso di essere portato per farlo.

 Qual è il suo più bel ricordo della carriera?

Di ricordi ne ho veramente tanti. La più bella soddisfazione è stata vincere la coppa di miglior difensore al campionato mondiale di Berlino nel 1996 con la nazionale giovanile. Un altro bel ricordo è stato anche quando, nel 1993, andando a Budapest con la rappresentativa regionale, siamo rimasti bloccati una notte intera dalla neve, venendo liberati dai militari. Arrivati allo stadio, ci siamo cambiati e abbiamo anche vinto.

Lei è consigliere di minoranza: cos’è il Palaghiaccio per Bosco Chiesanuova?

È un’attrazione, senza ombra di dubbio. Ma ormai è una struttura invecchiata difficile da mantenere. Ora che c’è la proposta di ristrutturarlo, abbattendo i costi di gestione, spero arrivi una svolta anche per i nostri sport del ghiaccio.

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