L'ARES BORGO VENEZIA SI SALVA…E VOLA A BARCELLONA!

Salvezza al’ultima giornata per l’Ares Calcio di Borgo Venezia nel girone "C" della Seconda categoria.

Abbiamo sentito per telefono Andrea Albi, centrocampista, che nonostante sia solo classe ’78 è il giocatore più “vecchio” della rosa nerofucsia.

Allora Andrea… una bella stagione la vostra!

“Sicuramente! Considero questa salvezza un grande traguardo, ci ho sempre creduto e sperato e credo che dopo il BNC Noi la vera squadra rivelazione del campionato siamo noi.
Non penso ci sia neanche negli altri gironi una rosa composta da così tanti giovani che sia riuscita a fare così tanti punti, 39 sono davvero molti…e a pari punti con squadre esperte e importanti quali Napoleonica e Santa Lucia Lobia, addirittura sopra all’Hellas, ma soprattutto riuscendo a praticare un bel gioco.
Tra l’altro è il record di punti in categoria nella storia dell’Ares Calcio!”

E adesso tutti a Barcellona…

“Sì, diciamo che visto i risultati ottenuti il gruppo meritava un bel riconoscimento… e un mese prima della fine del campionato il presidente Giorgio Zanoni si è fatto avanti, promettendoci una settimana di baldorie in quel di Barcellona.
Non male direi, non vedo l’ora, sarà un’ottima occasione per festeggiare nuovamente tutti insieme”.

Eppure, dopo le prime partite e i tanti gol subiti, sembravate in difficoltà…

“Sì, anche se sinceramente non ti so dire molto dell’inizio di campionato, perché sono arrivato in questa società più tardi, credo di avere saltato le prime 9 o 10 partite se ben ricordo.
Comunque la squadra l’ho seguita anche prima e, siccome il direttore sportivo Valerio Cobianchi era intenzionato a volermi dalla sua parte, io mi andavo a vedere le partite.
E notavo giocare dei ragazzi abbastanza bravi tecnicamente, ma molto ingenui ed inesperti per la categoria, d’altronde molti venivano da categorie inferiori.
A Gennaio la società è riuscita ad accasarsi in squadra anche il neo-papà Daniele Dandrea, proveniente dal Gav San Michele e mio ex compagno di esperienza l’anno scorso al Nuovo San Martino, e anche lui si è inserito bene. Sono particolarmente contento per lui, ha fatto una scelta vincente”.

Sei arrivato all’Ares a novembre, giusto?

“Sì, c’è stata un po’ di confusione e non per colpa mia: il Nuovo San Martino, società in cui militavo l’anno scorso, mi aveva lasciato carta bianca, d’altronde dopo la fusione con la Speme c’erano tanti di quei giovani da sistemare in squadra che a luglio ho preferito accasarmi con un’altra società, di cui non voglio svelare il nome.
Alla fine però, per questa società non ho firmato, ho saltato la Coppa Veneto e ho preferito iniziare la preparazione per conto mio, in attesa di una sistemazione più idonea.
Devo dire che quest’anno sono riuscito comunque a dare il mio contributo alla squadra, pur non riuscendo quasi mai a raggiungere la mia forma migliore, causa forse una scorretta preparazione fisica iniziale che poi, lungo la stagione, mi ha causato qualche contrattura.
Ho giocato, nella migliore delle ipotesi, all’80% della condizione”.

Una scelta coraggiosa la tua…

“Più che una scelta è stata una scommessa, che alla fine ho vinto insieme alla società Ares che ha creduto in me.
Se per coraggiosa intendi in merito al mio inserimento in squadra vista l’enorme differenza di età allora potrei dirti di sì, ho circa dieci anni in più rispetto a molti, ma chi mi conosce sa bene di che pasta sono fatto: nel calcio come nel lavoro amo dare tutto me stesso, e poi per me non è stato difficile inserirmi avendo trovato un gruppo di ragazzi splendidi seguiti da ottimi allenatori.
Questo dimostra che, come se non si sapesse già, nello sport in generale si possono ottenere dei risultati anche senza grosse uscite economiche avvalendosi ancor prima di uomini che di calciatori”.

Quest’anno il vostro girone si è rivelato forse il più difficile tra quelli di 2° categoria…

“Guarda, diciamo combattutissimo!
Non saprei dire se il più difficile.
Avendo giocato in passato anche nel girone vicentino sono del parere che da quelle parti si punti di più al gioco che all’agonismo, mentre invece da noi le squadre che fanno del gioco la loro arma migliore si contano spesso sul palmo di una mano.
Sicuramente quest’anno non ho visto delle squadre invincibili, come lo era il San Giovanni Ilarione l’anno scorso, infatti basta che andiamo a vedere dove s’è piazzato in classifica quest’anno in Prima per capire la qualità della squadra.
In merito al girone C, penso innanzitutto che la classifica parli da sola, credo sia giusto che tutti quanti facciamo i complimenti al BNC Noi: una bella squadra, continua nei risultati e oltretutto mi sembra di averla vista per quasi tutto il campionato là in cima.
Sicuramente, però, per rimanere in Prima categoria dovrà cambiare parecchio. Devo fare i complimenti anche ai miei ex compagni del Nuovo San Martino: pur non cambiando molto rispetto allo scorso anno penso che grazie al nuovo allenatore siano cresciuti moltissimo, soprattutto forte difesa la loro.
Peccato invece per il Lavagno, che dal mio punto di vista è l’unica squadra che mantenendo gli stessi giocatori potrebbe benissimo giocare in Prima categoria, certamente però bisogna ricordare che senza il mio amico Molinaroli là davanti i centrocampisti prima e i difensori poi farebbero molta più fatica.
Il Cologna è un’altra squadra che ha espresso il bel gioco, facendolo però solo dal centrocampo in su.
Infine vorrei spendere una parola anche sul Grezzana: pensavo arrivasse tranquillamente ai play-off, ma non credo che abbia demeriti sul piano del gioco. A me è piaciuto, lo paragonerei allo stesso Cologna e anche al Nuovo San Martino e penso che gli sia mancato soltanto il bomber, l’uomo dai 15 gol a stagione”.

E l’Ares? Qual è stata la vostra forza?

“Quando le cose vanno bene non c’è mai una cosa in particolare che incide sulle altre, ce ne sono tante.
In primis credo nel mister Ernesto Turri, anche lui giovane, una persona semplice che anche nelle difficoltà ha dato sempre tranquillità ai giocatori, mettendoli tutti sullo stesso piano e non dando mai a vedere una formazione ideale di titolari.
Anzi, è stato particolarmente bravo proprio nel rendere tutti partecipi, parte di un gruppo. Non ha mai dato importanza al risultato quanto piuttosto al gioco”.

Progetti per il futuro?

“Aaahh, una bella settimana a Barcellona e poi si vedrà!
Potrei anche rimanere, all’Ares, mi sono trovato bene, vedremo anche i progetti della società.
Indubbiamente ora sarà molto importante che nessuno si senta appagato, perché nel calcio sappiamo tutti quanto sia difficile ripetersi.
Questo gruppo è cresciuto col passare del tempo e ha imparato a farsi rispettare, acquisendo personalità. Ci sono giovani interessanti che possono crescere ancora molto, almeno da un punto di vista tattico e psicologico.
Ciononostante, la società dovrà fare delle scelte al fine di migliorare ulteriormente la squadra che andrà a creare per il prossimo anno”.

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