Kubica testa la Subaru a Erbezzo a tu per tu con un campione

ERBEZZO – Chi lo avrebbe mai detto? E’ uno degli eroi motoristici, e passateci il termine, che sta più a cuore di tutti gli appassionati. Si è salvato per due volte, e non ha mai smesso di premere sul gas, ammaliato dalle corse e dall’automobilismo sportivo come per una bella donna.
Robert Kubica non ha bisogno di presentazioni, è un "giusto" e non solo perchè sta simpatico a chiunque, ma anche perchè se lo incontri per strada si ferma, chiacchiera, scherza come un amico.

Ne abbiamo avuto prova giovedì 27 settembre, perchè il pilota polacco è salito ad Erbezzo per testare la Subaru Impreza WRC che in questo weekend porta in gara al Rally di Bassano. Vuoi anche per l’amicizia con Umberto Scandola, la FirstMotorsport ha portato Kubica tra Corso di Lugo e Cappella Fasani per un’intensa sessione di test. «Per me è importante continuare a fare esperienza, capire la macchina e le mie possibilità» ha spiegato Robert che una volta in abitacolo, seppure si trattasse di un test, ha dimostrato di saper andare veramente forte. E’ uno forte, e lo sanno tutti.

Lungo il tratto di strada predisposto, Kubica ha girato per diverse ore, scortato dalla fidanzata (armata di macchina fotografica, ci mancherebbe) e da qualche appassionato che ha saputo dell’insolita notizia poco prima che la Subaru arrivasse in Lessinia. Umberto e Riccardo Scandola presenti, la giornata è scivolata via veloce, tra chiacchiere e non senza sorprese.
Robert ha avuto una parola per tutti, per i ragazzi che lo hanno avvicinato timidamente, per gli appassionati. Del resto il rally è così, e i veri piloti sanno ancora comprendere che il rapporto con gli appassionati è il primo tassello che differenzia questo sport dalle blindate corse in circuito.

Se poi aggiungiamo che anche in pista Kubica è sempre stato estremamente cordiale, il gioco è fatto. Sembra quasi naturale pensarlo un amico, uno che si conosce da sempre, e l’impressione è stata quella anche nel momento in cui era la televisione ha portarlo nelle case di tutti noi. Ora che sta iniziando il suo cammino fattivo di riabilitazione, non resta che augurargli tutto il bene possibile, consapevoli del fatto che dietro alla stoffa di grande campione, c’è un carattere che molti, ben prima di arrivare all’apice del successo, hanno perso totalmente.

Matteo Bellamoli