Il mito della Caprino Spiazzi rivive per la quarta Rievocazione

9300 metri, 100 vetture costruite tra il 1919 e il 1994 per la quarta rievocazione storica della Caprino- Spiazzi. Niente cronometro, solo la scelta della giuria d’onore di esperti, chiamati a votare le auto più rappresentative per ciascuna delle categorie previste dal regolamento.

«Ho partecipato a tante edizioni competitive della Caprino-Spiazzi – ha detto il Presidente dell’Automobile Club Adriano Baso -, ma l’affetto e la passione che caratterizzano questo evento sono da sempre un valore aggiunto della manifestazione. Come ho avuto modo di ricordare in questi giorni, stiamo lavorando da mesi in stretta sinergia con tutti gli enti coinvolti per poter riportare in vita la manifestazione di velocità. Non posso sbilanciarmi circa le tempistiche, ma noi continuiamo a crederci e promuoveremo ancora l’eccellenza della Caprino-Spiazzi».

L’evento è stato promosso organizzato dall’Aci Verona in collaborazione con i Comuni di Caprino Veronese, Ferrara di Monte Baldo e dell’ Unione Montana del Baldo-Garda, insieme all’ A.C. Verona Historic, il supporto tecnico di ACI Verona Sport, il patrocinio di ACI Storico e il sostegno di Mondini Cavi, ATV, Ma-Pa, Concessionaria Fratelli Girelli, ISAP Packaging ed NP Petroli.

«La Caprino Spiazzi ha più di 30 anni di storia – ci ha raccontato il direttore di Ac Verona Riccardo Cuomo – l’ultima edizione risaliva al 2011. Ero appena arrivato a Verona e sono riuscito comunque ad assistere a questa competizione. Il guardrail da mettere in sicurezza, così come l’asfalto da rifare, ci hanno portato a decidere per lo stop alla gara. Come Automobile Club abbiamo deciso di intervenire prima sul Rally delle Due Valli.»

«Tre anni fa – prosegue Cuomo – abbiamo preso la decisione di vedere se il territorio avrebbe ancora mostrato entusiasmo verso questa manifestazione. Abbiamo quindi organizzato una sorta di parata che ha riscosso successo, tanto che Caprino, intesa come cittadini, piloti, la federazione sportiva ha deciso di considerare l’idea di una gara di velocità. Già quest’anno si sta valutando di organizzare una gara di velocità in salita per il 2020».

Chiaramente ci sono diverse questioni organizzative da valutare. «Si tratta pur sempre di una strada, non di un circuito, quindi ogni tanto bisogna aprire i “jersey” per il passaggio dei residenti, e richiuderli subito dopo. Bisogna vedere la disponibilità del’ente proprietario della strada – ha spiegato ancora il direttore – inoltre bisogna recuperare i fondi per mettere in sicurezza il pubblico. Stiamo chiedendo il territorio di supportare l’iniziativa.»

La risposta pare comunque buona. «Quest’anno abbiamo avuto 125 equipaggi, 150 commissari, per uno staff complessivo di circa 300 persone. Se consideriamo che il Rally ne impegna circa mille per un tragitto decisamente più lungo, possiamo dire che la risposta del territorio è molto buona..» ha concluso Cuomo.

Per avere la gara nel 2020,  sarà necessario depositare la domanda entro dine anno, in modo da attivare le procedure per i vari adempimenti e calendarizzare l’evento.

Nutrita e di alto livello la partecipazione all’edizione 2019 della rievocazione – ha confermato il direttore, con alcuni momenti di rilievo, quali il premio alla carriera a Luigi Moreschi, che ha partecipato con una Pontiac Firebird 460 CI (Tazio Nuvolari Italia) ; riconoscimento anche a Giacomo Trambaiolo, navigato da Sabrina Tumolo con la Renault Clio Williams Gr. N della Company Rally Team ha ricevuto un premio come concorrente più giovane per la prima volta al volante di un’auto da corsa; Diego e Fabio Cogni hanno portato a casa un riconoscimento speciale per aver portato a caprino l’Opel Ascona 40 che fu di Giuliano Scandola, papà di Umberto e Riccardo.

Menzione speciale per Mario Cavagnero, braccio destro di Conrero dal 1968 al 1984 oggi titolare della Italtecnica, azienda specializzata nello sviluppo motoristico. Cavagnero ha partecipato con una rara e spettacolare Opel GT Gruppo 4 assieme al figlio Carlo. Riconoscimenti speciali per Bruno Jarach (D Race) per la grande disponibilità di portare a Caprino delle vetture strepitose come la sua Lamborghini Huracàn GT3 che hanno garantito un grande colpo d’occhio in Piazza Stringa.

A chiudere la lista dei premi speciali anche Daniela Ronconi, moglie del campione locale Federico Liber, che ha salito la Caprino-Spiazzi come vettura di servizio; Stefano Fusilli per il messaggio di sport che ha portato alla manifestazione affrontando l’evento con la sua Opel Astra GSI nonostante la sua disabilità e Marcus Maier, pilota proveniente da più lontano con la sua Alfa Romeo GT 1300.