Hellas Verona, l’impresa del ritorno in serie A dopo una stagione in salita

Il Verona torna in serie A. Per la decima volta nella sua storia, dopo una stagione di purgatorio, segnata dalla gestione Setti, contestatissima dalla tifoseria, dall’esonero dell’allenatore Grosso, che pure aveva portato la squadra ai vertici della classifica, rimpiazzato da Aglietti. E dalla beffa del Cittadella, Cenerentola della serie B che con una doppietta di Diaw brucia il sogno della promozione regolare per l’Hellas.

Non era scontato recuperare i due goal necessari per afferrare la promozione, eppure il miracolo è riuscito. Avvolti dai celebri cori dei ventimila “butei” che hanno riempito lo stadio e le strade circostanti.

E poi il boato a salutare il gol di Zaccagni al 27 del primo tempo. Il sollievo dopo il goal di Di Carmine al 69′ nella ripresa, per chiudere con l’apoteosi per l’inaspettato quanto superlativo goal di Laribi, sigillo ad una partita accesa quando nervosa, con un Cittadella ridotto a nove elementi dopo l’espulsione di Parodi e Proia al secondo giallo.

Per le strade attorno a Piazza Bra, una processione festante di bandiere e canti da stadio,  culminata con il tradizionale e irriverente bagno nella fontana della maggior piazza di Verona e con una gigantesca bandiera veronese srotolata sulla fiancata dell’Arena.

Un nuovo inizio per l’Hellas Verona, che completa così il giro della serie A della prossima stagione.

 

 

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