Hellas trionfa ad Arco nel torneo Allievi sulla Lazio

ARCO (TN) – Nemmeno le ragazzine, a caccia di precoci autografi, sono riuscite a far ritrovare il sorriso a Mamadou Tounkara, il grande assente della Lazio, relegato in tribuna da un giallo di troppo. Per contro, nemmeno la tremenda capocciata, subita dopo appena un minuto, ha messo fuori uso l’indomito e indomabile Jacopo Rossi, l’uomo che, al di sopra di ogni dubbio, ha messo in cassaforte i due gol con i quali Ronconi ha regalato all’Hellas Verona una vittoria inaspettata, ma altrettanto meritata, nella 42ª edizione del torneo internazionale «Città di Arco-Beppe Viola».

In queste due apparenti contraddizioni troviamo, a nostro avviso, il perché della vittoria dei giovani gialloblù che rispetto ai pari età della Lazio non potevano altro che essere considerati degli outsider. I biancazzurri allenati da Simone Inzaghi guidano infatti il loro girone nel campionato italiano allievi e, qui ad Arco, sono approdati alla finale dopo una serie di prove convincenti, se si esclude l’esordio con il Parma eccessivamente condizionato da una tramontana fortissima. La squadra che Davide Pellegrini ha preso in mano a gennaio, invece, veleggia a metà classifica in campionato, cosa abbastanza inspiegabile se si pensa che Birlea, Fares e Ronconi costituiscono un trio in grado di impensierire qualsiasi difesa, mentre «dietro», forse in maniera poco elegante, ma sempre con grande efficacia e senso della posizione, Rossi è in grado di allontanare ogni tipo di minaccia.

C’è anche da dire che alla Lazio tutto è girato storto fin dall’inizio, visto che, nello scontro con Rossi, Fiore s’è fratturato il setto nasale ed è stato trasportato in ospedale. Senza di lui e Tounkara, la Lazio ha così perso parecchio del suo potenziale offensivo, mentre il Verona – che aveva impostato una partita sulle ripartenze – è riuscito a colpire alla prima occasione seria. Al 7’, infatti, Birlea conquista una bella palla sulla trequarti e riesce a servire in maniera impeccabile Ronconi che si stava proiettando sulla destra. Il numero 7 elude Costalunga, rientra e con sinistro mette una bellissima palla a giro sul secondo palo fuori dalla portata di De Angelis. La Lazio si disunisce ed il Verona imperversa prima con Fares (parata a terra del portiere) poi con Birlea che, appena entrato in area, viene steso dallo stesso De Angelis. Rigore ineccepibile, anche se ingenuo, della battuta del quale si incarica lo stesso Birlea il cui tiro lento e nemmeno troppo angolato facilita il compito all’estremo difensore biancazzurro. La Lazio cerca di reagire, magari sospinta dallo scampato pericolo, ma prima Nervo poi Cortese riescono a rintuzzare gli attacchi di Milani e Palombi.

La ripresa si apre con un brivido per la porta del Verona. Nervo fallisce il tempo dell’uscita alta, la palla scivola verso la porta sguarnita, ma, poco prima della linea bianca, Birlea ci mette una pezza. Il Verona si difende, arroccato attorno a Nervo, ma non disdegna il contropiede che vede protagonista solitamente Fares, quasi sempre incontenibile nei grandi spazi, quasi sempre pasticcione al momento dell’ultimo tocco. Non è stato così al 17’ quando Fares vede Ronconi tagliare sulla destra, l’ala si presenta davanti a De Angelis e lo beffa con un pallonetto spettacolare. La partita si chiude qui: Fares non riesce a sfruttare le praterie che gli lascia la retroguardia laziale e, sull’altro fronte, il trentino Nervo riscatta l’indecisione di inizio ripresa con un paio di belle parate che affossano ancor più le residue speranze dei ragazzi di Simone Inzaghi di rimettere in piedi una partita nata male e finita peggio.

La redazione