Ex calciatori Hellas e Radiotaxi Verona scendono in campo per Dravet Italia Onlus

Il 3 maggio alle ore 19.00 presso i campi Domenico Savio di via Basso Acquar, 46 i tassisti dell’Unione Radiotaxi Verona e alcuni ex giocatori dell’A.S.D. Ex Calciatori Hellas Verona disputeranno una partita a scopo benefico: il ricavato andrà alla Dravet Italia Onlus. Una partita speciale, quella che si disputerà martedì 3 maggio alle ore 19:00 presso…

Il 3 maggio alle ore 19.00 presso i campi Domenico Savio di via Basso Acquar, 46 i tassisti dell’Unione Radiotaxi Verona e alcuni ex giocatori dell’A.S.D. Ex Calciatori Hellas Verona disputeranno una partita a scopo benefico: il ricavato andrà alla Dravet Italia Onlus.

Una partita speciale, quella che si disputerà martedì 3 maggio alle ore 19:00 presso i campi Domenico Savio di via Basso Acquar, 46: i tassisti dell’Unione Radiotaxi Verona e alcuni ex giocatori che negli anni hanno vestito la casacca gialloblu dell’Hellas.

Ad organizzare l’evento è Radiotaxi Verona, in collaborazione con calcio club “Taxi-Dis” e l’A.S.D. Ex Calciatori Hellas Verona; la partita è a scopo benefico: il ricavato della manifestazione sarà interamente devoluto alla Dravet Italia Onlus, associazione che si impegna a raccogliere fondi da devolvere alla ricerca per la sindrome di Dravet e per migliorare la qualità di vita dei bambini colpiti da questa grave e rara forma di epilessia.

Alcuni dei bambini veronesi colpiti dalla mattina saranno presenti alla partita e, con i loro genitori, scenderanno in campo per decretare l’avvio della partita con il consueto calcio d’inizio: «Semplice gesto che simbolicamente vuole rappresentare un “calcio” alla malattia» – spiega così il responsabile del club sportivo Radiotaxi, nonché ideatore dell’evento, Sergio Lonardi – «Sono particolarmente orgoglioso per essere riuscito ad organizzare la partita del 3 maggio assieme alla Presidentessa dell’associazione Isabella Brambilla, perché affrontare alcuni dei miei ex idoli calcistici non è cosa di tutti i giorni, ma soprattutto per aver contribuito a sensibilizzare diverse persone sulla sindrome di Dravet» conclude Lonardi.

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