Di Veroli, il successo grazie anche a mamma Francesca

Un oro, un argento e un bronzo. Davide Di Veroli è senz’altro uno dei protagonisti indiscussi di questi Campionati Mondiali di Scherma Cadetti e Giovani. Ad accompagnarlo e sostenerlo in ogni sua trasferta, una presenza esplosiva: la mamma Francesca. Completamente a suo agio avvolta nel tricolore e munita di trucchi, ha dipinto con la bandiera italiana i volti di amici e parenti venuti a sostenere il loro campione.

La domanda che sorge spontanea è una: come ha iniziato Davide Di Veroli il suo percorso in questa disciplina? Tutto è partito grazie alla sorella di Davide, Aurora, che dopo un periodo come sincronette ha deciso di appendere il costume al chiodo per provare la scherma. Davide, che si può dire segua come un’ombra la sorella, è riuscito a far sua anche questa passione, portandola ad un livello superiore.

La verità è che lo sport, nella famiglia Di Veroli non è solo una passione, ma un gene presente nel dna di tutti e 3 i figli. Anche il fratello minore, Damiano, tira di spada e fioretto. A una prova di qualificazione ai Campionati Giovani di spada ha incontrato in finale Davide. Uno scontro tra fratelli, per la prima volta uno contro l’altro.

Francesca, nel sorridere ripensando a quell’episodio, ci racconta di come i due facessero un po’ “troppo i guasconi” giocando a fare “i fratellini”, parlandosi da dietro la maschera finendo con l’essere ripresi dall’arbitro. Per quale dei due fare il tifo è un problema che Francesca non si è posta nemmeno per un attimo: “Se mi chiedono chi ha vinto, rispondo mio figlio”. Non fa una piega.

Quello che invece potrebbe preoccupare un campione come Davide, perennemente coinvolto in trasferte per arricchire il medagliere, è il problema di come unire due grandi impegni come lo sport e la scuola. Dopotutto, Davide è ancora un adolescente e l’istruzione non può in alcun modo essere accantonata.

Francesca ci racconta di come siano stati fortunati nel trovare una scuola in grado di dare la possibilità a questo campione di seguire la sua carriera da spadista senza subire troppe penalizzazioni a livello di assenze, il Liceo Classico Coreutico.

Nessuno sconto di programma per gli atleti che saltano ore di scuola naturalmente, ma a regolarizzare il tutto è fortunatamente intervenuto il Miur. Anche per l’anno 2017/2018 è partita la sperimentazione didattica “Studenti-Atleti” promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il CONI, per permettere a studentesse e studenti impegnati a livello agonistico di non rimanere indietro negli studi. Naturalmente solo gli atleti più meritevoli possono godere di questa convenzione, e Davide è uno di loro.

Ma in definitiva, orgoglio e tifo a parte, cosa significa per Francesca essere la mamma di un campione? Il segreto di Francesca è quello di aver fatto crescere i figli insegnando loro a tener sempre un basso profilo. Ogni volta che Aurora, Damiano o Davide come in questo caso, tornano a casa con una medaglia o una coppa, quello che i genitori ricordano loro è che il premio lo si va solo a ritirare. Lo si è già vinto allenandosi tutti i giorni in palestra.